Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, con Circolare 30 aprile 2018 relativa al riposo settimanale regolare degli autotrasportatori a bordo del veicolo, ha stabilito che: il riposo settimanale regolare a bordo del veicolo si considera come non goduto, in quanto effettuato in condizioni non idonee secondo la normativa vigente. Conseguentemente, nel caso in cui tale situazione dovesse essere accertata a seguito di un controllo su strada, potrà essere contestata la violazione prevista dall’art. 174, comma 7, CdS, nell’ipotesi più grave indicata nel terzo periodo (mancato rispetto dei limiti prescritti per oltre il 20%).
Appalto e somministrazione, l’orientamento dei giudici dopo la sentenza del CdS
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1571 del 2018, ha fornito delle linee guida di cui i magistrati devono tener conto quando vi sia contestazione tra l’ appalto e la somministrazione di lavoro in caso di esternalizzazione dei servizi.
Lavoro, le nuove offerte di occupazione di questa settimana
Siete alla ricerca di un lavoro, ecco per voi le offerte della settimana, anche all’estero, che provengono da grandi enti (Unione Europea, Onu, Unicef, Nato, Fao, ecc.) e società (Amadori, Giocamondo, Trenitalia, Inps, ecc.).
Tutela reale in caso di licenziamento illegittimo, il punto della Cassazione
La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 10435 del 2018, si è espressa in tema di tutela reale in caso di “manifesta infondatezza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo”.
Comportamento negligente lavoratore non è sufficiente a escludere la responsabilità del datore
La IV Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17404 del 2018, in tema di comportamento negligente del lavoratore e responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio, ha reso il seguente principio di diritto: “Nel sistema della normativa antinfortunistica, per potere considerare interrotto il nesso causale tra l’incidente e la condotta del datore di lavoro, è necessario che la condotta del lavoratore cui si vuole ricondurre la causa esclusiva dell’evento sia caratterizzata dalla cosiddetta “abnormità”, ossia da quel comportamento del lavoratore che assume valenza interruttiva del nesso di causalità fra la condotta del garante in tema di sicurezza e l’evento dannoso verificatosi a suo danno: tale condizione, peraltro, si verifica non perché il comportamento del lavoratore qualificato come abnorme sia “eccezionale”, ma perché esso risulta eccentrico rispetto al rischio lavorativo che il garante è chiamato a governare (cfr. sezioni Unite, 24 aprile 2014, Espenhahn e altri). Ciò che la Corte, sentenza n. 17404/2018, ha escluso, versandosi in un’ipotesi disciplinata dall’articolo 71, comma 1, del decreto legislativo n. 81 del 2008, che pone a carico del datore di lavoro l’obbligo di mettere «a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti di cui all’articolo 70, idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie».
Lavoratore part-time, illegittimo licenziare per rifiuto del full-time
La Sezione Lavoro della Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 10142 del 2018, ha stabilito che è illegittimo licenziare il lavoratore part-time se rifiuta il passaggio al full time, infatti, ad avviso della Cassazione: “La predisposizione di un nuovo modello organizzativo aziendale, in seguito all’acquisizione della società parte di un gruppo, non consente all’azienda di imporre il passaggio dal part-time al full-time”.
Congedo obbligatorio, nessun obbligo di ampliamento per parto prematuro
La Sezione Lavoro della Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 10283 del 2018, ha reso il seguente principio di diritto: “Le diposizioni comunitarie e interne non contengono un obbligo di ampliare il congedo obbligatorio. La lavoratrice chiedeva di fruire oltre che dei cinque mesi post partum di ulteriori 98 per assistere il bambino rimasto in ospedale perché nato prematuro. La cassazione fa un excursus di tutte le tutele”. (dal Quotidiano del Diritto del Sole 24 Ore del 30.4.2018).
Giusta causa per la lavoratrice che su Facebook diffama il datore di lavoro
La Sezione Lavoro della Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 10280 del 2018, ha reso il seguente principio di diritto: “ Giusta causa (diffamazione) per il licenziamento della lavoratrice che affida alla sua bacheca Facebook il suo sfogo “mi sono rotta i c…di questo posto di m…e per la proprietà”, comportamento idoneo a recidere irrimediabilmente il vincolo fiduciario nel rapporto lavorativo. La Cassazione, infatti, ha dato valore alla potenzialità del social network di raggiungere molte persone. (dal Quotidiano del Diritto del Sole 24 Ore del 30.4.2018).
Certificazione Unica 2018, istruzioni INPS per il rilascio
L’INPS, con la Circolare n. 67 del 2018, ha illustrato le modalità di rilascio della Certificazione Unica 2018 che l’Istituto, in qualità di sostituto d’imposta annualmente è tenuto ad effettuare.
Abuso dei contratti a termine nella scuola, la decisione della Cassazione
La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 9965 del 2018, ha confermato che “nel settore scolastico l’ abuso dei contratti a termine scatta dopo i 36 mesi e per le sostituzioni relative all’organico di diritto” (dal Quotidiano del Diritto del Sole 24 Ore del 24.4.2018).










