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Difficoltà finanziarie, la priorità al pagamento dei contributi e non degli stipendi

Difficoltà finanziarie, la priorità al pagamento dei contributi e non degli stipendi

La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza 36421 del 2019, ha stabilito che se un datore di lavoro ha difficoltà finanziarie deve dare la priorità al pagamento dei contributi previdenziali e non degli stipendi ai lavoratori.

Base imponibile INPS gestione artigiani, i chiarimenti della Cassazione

Base imponibile INPS gestione artigiani, i chiarimenti della Cassazione

La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza 21540 del 2019, ha chiarito quale sia la base imponibile da tenere in considerazione per la gestione artigiani e commercianti INPS.

Lavoro a termine nullo senza documento valutazione rischi

La Corte Suprema di Cassazione, con ordinanza n. 21683 del 2019, ha ribadito la nullità della clausola di lavoro a termine se il datore di lavoro non prova di aver assolto all’onere della redazione del documento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Arretrati assegni nucleo familiare e presentazione domanda

Assegni familiari e quote maggiorazione pensione INPS 2022

L’INPS, con il Messaggio n. 3119 del 2019 ha fornito istruzioni circa la regolarizzazione per arretrati degli assegni per il nucleo familiare superiori a 3000 euro e la nuova modalità di presentazione della domanda.

Socio amministratore e doppia contribuzione, le regole

Socio amministratore e doppia contribuzione, le regole

La Corte di Cassazione, con Ordinanza 26 luglio 2019, n. 20369 in tema di doppia contribuzione per il socio amministratore, ha reso il seguente principio di diritto: «l’esercizio di attività di lavoro autonomo, soggetto a contribuzione nella Gestione separata, che si accompagna all’esercizio di attività di impresa commerciale, artigiana o agricola, la quale di per sé comporti l’obbligo dell’iscrizione alla relativa gestione assicurativa presso l’Inps, non è regolato dal principio dell’attività prevalente, trattandosi di attività distinte e, sotto questo profilo, autonome, sicché parimenti distinto ed autonomo resta l’obbligo assicurativo nella rispettiva gestione e non operando, pertanto, il criterio di cui alla L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 208, dell’unificazione della posizione previdenziale in un’unica gestione in base all’individuazione dell’attività “prevalente”». (Cass. SS.UU. nn. 17076/2011, 9153/2012 e 9803/2012).

Orario di lavoro, diventerà obbligatoria la registrazione?

Cariche sociali e compatibilità con lavoro subordinato nella stessa società

Orario di lavoro, diventerà obbligatoria la registrazione?

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza del 14 maggio 2019 nella causa C-55/2018 relativa ad un giudizio promosso da un sindacato contro un istituto di credito accusato di non fornire dati precisi sulle ore di lavoro straordinario effettuate dai lavoratori, ha stabilito che i datori di lavoro dovranno garantire l’utilizzo di sistemi “oggettivi, affidabili e accessibili” che consentano di misurare la durata dell’orario di lavoro giornaliero svolto da ciascun lavoratore.

Pausa pranzo, prolungarla è più grave dell’assenza dal lavoro

Pausa pranzo, prolungarla è più grave dell’assenza dal lavoro

La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 21628 del 2019, ha stabilito che prolungare la pausa pranzo oltre il tempo stabilito e non aver completato il lavoro costituisce un comportamento ben più grave dell’assenza dal lavoro ed avrà come conseguenza il licenziamento.

CIG in deroga, i nuovi termini di decadenza con pagamento diretto

L’INPS, con la Circolare n. 120 del 2019, ha fornito indicazioni circa l’applicazione del nuovo termine di decadenza per i trattamenti di CIG in deroga con pagamento diretto da parte dell’Istituto.

Norme antinfortunistiche, no tenuità del fatto senza il rispetto delle regole

Datore di lavoro non formato su uso attrezzature non è sanzionabile

Norme antinfortunistiche no tenuità del fatto senza il rispetto delle regole

La III Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 36319 del 2019, ha escluso la tenuità del fatto per il datore di lavoro incensurato che non ha rispettato le norme antinfortunistiche.

Tutele crescenti il rinvio alla Corte Europea risolverà la confusione?

Divieto di licenziamento, la decisione del Tribunale di Venezia

Come vi abbiamo informato nei giorni scorsi (v. articolo del 21 agosto u.s.), la Corte di giustizia europea dovrà decidere sulla compatibilità del diritto comunitario con le norme che regolano il regime delle tutele crescenti in tema di licenziamenti, che prevede un regime differente per coloro che sono stati assunti prima o dopo il 7.3.2015. Nella prima ipotesi, infatti, in caso di licenziamento illegittimo si applica l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori mentre nella seconda ipotesi il solo risarcimento, e ciò crea naturalmente una certa confusione e incertezza soprattutto in tema di adeguata tutela dei lavoratori.

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