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Semplificazione articolo 18 Statuto lavoratori:

Come si è detto, è passato al Senato il DDL sul lavoro con 166 si e 112 no. Al via dunque i decreti di attuazione per la riforma del lavoro. Il primo decreto attuativo del Jobs Act è atteso per la metà di dicembre e riguarderà il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti per i nuovi assunti e che avrà grande ripercussione sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

I punti che saranno contenuti nel decreto legislativo di attuazione, saranno:

  • l’entità del risarcimento in caso di licenziamento economico illegittimo e la scomparsa della tutela reale (il diritto alla reintegrazione in servizio in caso di licenziamento non sostenuto da giusta causa o giustificato motivo);
  • la tipizzazione dei casi in cui sarà mantenuto il diritto alla reintegra in caso di licenziamento disciplinare (è possibile sia introdotta la clausola “opting out”, che permetterà al datore di lavoro di scegliere di pagare un maxi indennizzo al lavoratore, in luogo della reintegra nel posto di lavoro disposta dal magistrato. Allo stato, tale possibilità, è consentita solo al lavoratore che può scegliere il maxi indennizzo al posto della reintegra disposta dal magistrato)

Per quanto concerne l’entità del risarcimento, sarà compreso presumibilmente in 24 mensilità, per non gravare eccessivamente sui bilanci aziendali e, in caso di conciliazione, l’ammontare potrebbe scendere a 18 mensilità.

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La situazione per le piccole imprese (quelle che impiegano meno di 15 dipendenti) la situazione dovrebbe rimanere invariata con l’entrata in vigore del contratto a tutele crescenti.

Successivamente a tale decreto legislativo sul contratto a tutele crescenti, sarà la volta dei decreti legislativi su:

  • regolamentazione dell’ASPI (a cui verrà unificata la mini – ASPI);
  • cassa integrazione (ma per questa occorrerà un po’ di tempo anche perché – visti i costi – dovrà essere fatta di concerto con la Ragioneria generale dello Stato;
  • politiche attive (anello debole del mercato del lavoro italiano)

e, per finire, anche il decreto legislativo che dovrà riscrivere lo Statuto dei Lavoratori in una versione più snella e semplificata rispetto all’attuale

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