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Apprendistato formazione professionale e apprendimento:

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato la Rivista n. 1 su apprendistato in Italia: le novità del d.lgs. n. 81 del 2015 nel quale viene spiegato il modello contrattuale “volto a sostenere i percorsi di formazione professionale e di apprendimento sui luoghi di lavoro per i giovani fino a 29 anni”.

Il contratto di apprendistato, si legge nelle premesse della rivista, ha conosciuto diversi interventi legislativi ed in particolare – da ultimo – quelli introdotti dagli articoli da 41 a 47 del D.Lgs. n. 81 del 2015 che hanno riformato il Testo Unico sull’Apprendistato del 2011. Le principali novità introdotte dalla riforma riguardano l’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale e quello di alta formazione e ricerca. In particolare il primo è strutturato, sempre come si legge nelle premesse, “in modo da coniugare la formazione sul lavoro effettuata in azienda con l’istruzione e formazione professionale svolta dalle istituzioni formative che operano nell’ambito dei sistemi regionali di istruzione e formazione”. Questa tipologia di apprendistato è prevista “non solo nel contesto di percorsi di istruzione e formazione professionali regionali, ma nella scuola secondaria superiore, a partire dal secondo anno, con il chiaro intento di favorire il conseguimento del diploma per l’acquisizione di competenze professionali ulteriori rispetto a quelle previste dal piano formativo scolastico”. Viene invece ridimensionato l’apprendistato per l’alta formazione e ricerca, in quanto “non può più essere utilizzato per il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore, ma rimane indirizzato alla formazione universitaria, all’attività di ricerca e al praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche”.

Altra importante novità introdotta dal d.lgs. n. 81 del 2015 riguarda la possibilità “di assumere senza limiti di età, in apprendistato professionalizzante, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale”.

L’obiettivo generale di questa riforma, si legge infine nelle premesse alla rivista, è creare un’architettura di sistema in cui il conseguimento dei titoli del livello secondario di istruzione e del livello terziario possa avvenire anche attraverso l’apprendimento presso l’azienda, la quale contribuisce, insieme all’istituzione formativa, alla compilazione del piano formativo. Il modello italiano di apprendistato istituito nel d.lgs. 81/2015 si inserisce nel quadro strategico proposto dall’Unione europea, attraverso l’Alleanza europea per l’apprendistato (European Alliance for Apprenti- ceships – EAfA), per contrastare gli elevati livelli di disoccupazione giovanile e per promuovere un’offerta di competenze coerenti con il tessuto produttivo per un mercato del lavoro dinamico e sostenibile.

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(Fonte: Ministero del Lavoro)

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