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Congedo parentale e comunicazione all’INPS

Torniamo nuovamente sulla questione della fruizione del congedo parentale (a ore, come introdotto dal Jobs Act) e sulle comunicazioni all’INPS per il riconoscimento della contribuzione figurativa, relativamente alla Gestione dipendenti pubblici, di cui alla Circolare n. 40 del 2016 dell’Istituto.

L’occasione ci è fornita dall’articolo pubblicato oggi (25.2.2016) dal Sole 24 Ore (Firma: Tiziano Grandelli e Mirco Zamberlan; Titolo: “Congedi a ore, le regole per la PA”) che affronta ed approfondisce tale argomento.

Ecco l’articolo.

La Gestione dipendenti pubblici dell’Inps fornisce nuove indicazioni in ordine alla fruizione del congedo parentale ad ore, come previsto dal decreto attuativo del Jobs Act, nonché sulle modalità di comunicazione all’istituto di previdenza stesso dei predetti periodi ai fini del riconoscimento della contribuzione figurativa.

Il decreto legislativo 81/15 riconosce ai genitori la possibilità di fruire del congedo parentale a giorni ovvero ad ore, la cui durata, in assenza di contrattazione collettiva in merito, deve coincidere con la metà dell’orario medio giornaliero del mese precedente l’inizio del congedo stesso. In sostanza, per i dipendenti pubblici il cui orario è articolato su ciqnue giorni la settimana, la durata dell’assenza dovrà essere pari a 3 ore e 36 minuti, risultanti dalle 36 ore settimanali divise per i 5 giorni lavorativi la settimana e ulteriormente divise per due. Analogamente, per i lavoratori che prestano servizio su 6 giorni la settimana, il congedo ad ore deve essere pari a 3 ore giornaliere.

Con la circolare 40 del 23 febbraio, l’Inps chiarisce come i periodi debbano essere correttamente comunicati al fine dell’accredito della contribuzione figurativa. Innanzitutto viene specificato che i destinatari della norma non sono solo le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 165/01 (escluso, per previsione normativa, il comparto sicurezza e difesa e quello dei vigili del fuoco e soccorso pubblico) ma le istruzioni devono essere applicate anche da tutti i datori di lavoro che abbiano dipendenti iscritti alla gestione pubblica. Ne sono un esempio le fondazioni derivanti dalla trasformazioni delle ex Ipab, i cui lavoratori abbiano optato per il mantenimento dell’iscrizione al soppresso Inpdap. Tecnicamente, in sede di predisposizione del flusso Uniemens – ListaPosPA, è necessario compilare un quadro V1, causale 7, codice motivo utilizzo 8, con i nuovi tipo servizio, diversificati in base alla tipologia di congedo (con retribuzione ridotta o senza retribuzione) ovvero alla natura retributiva (stipendio ordinario o tredicesima). La percentuale è calcolata dividendo il totale delle ore fruite a titolo di congedo parentale su base oraria per l’orario medio giornaliero, come sopra indicato, e moltiplicando il risultato per 1000. Non necessariamente la percentuale deve corrispondere a giorni interi, anche se il numero da indicare nell’Uniemens deve essere arrotondato all’unità.

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