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Disoccupazione al 13%. Persi 1000 posti di lavoro al giorno

L’Istat ha reso noti i dati provvisori (allarmanti) sulla disoccupazione e occupazione nel nostro Paese: a febbraio 2014 gli occupati sono 22 milioni 216 mila unità, con un calo dello 0,2% rispetto al mese di gennaio (e cioè 39 mila unità in meno) e dell’1,6% su base annua (con 365 mila unità in meno), mentre il numero dei disoccupati risulta pari a 3 milioni 307 mila unità, in aumento dello 0,2% rispetto al mese di gennaio (aumento di 8 mila unità) e del 9% su base annua con un aumento in più di 272 mila unità.

Quindi il tasso di disoccupazione si attesta al livello del 13% (nel febbraio 2013 era al 11,8%) con una perdita di posti di lavoro pari a 1000 al giorno.

Da Londra il premier Renzi ha commentato la notizia dicendo che ci sono dei segnali di ripresa ma questi non sono ancora sufficienti e promette che la percentuale di disoccupazione tornerà sotto la doppia cifra. Mentre dalla CISL, Raffaele Bonanni sollecita al Governo una via di uscita concreta di fronte a tali drammatiche ed allarmanti cifre. Invece, secondo il segretario confederale della CGIL, Serena Sorrentino, il decreto lavoro va cambiato e il Governo dovrebbe mettere al primo posto la creazione di posti di lavoro.

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Invece i disoccupati tra i 15 e 24 anno sono 678 mila (11,3% della popolazione di tale fascia di età), in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al mese di gennaio, ma aumentati di 0,5 punti percentuali su base annua. La quota dei disoccupati nella predetta fascia di età rispetto al totale di quelli occupati o in cerca di occupazione è pari al 42,3%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al mese di gennaio ed in aumento di 3,6 punti percentuali su base annua. Mentre, nella medesima fascia di età, gli occupati sono meno di u milione e dunque in diminuzione rispetto all’andamento registrato dallo scorso mese di gennaio.

Si tratta del tasso di disoccupazione più alto mai registrato nel nostro Paese, se non nel 1977, peggio di noi solo Cipro (16,7%) e Grecia (27,5%), mentre nel resto dell’Europa il tasso di disoccupazione si attesta intorno all’11,9% (in lieve calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

Basteranno le semplificazioni sui contratti a termine e sull’apprendistato di cui al Jobs Act a migliorare la situazione? Si tratta di una grande sfida che il Governo dovrà affrontare e, sempre in tema di riforme, come già preannunciato da Renzi, il prossimo passaggio sarà quello rivolto alla semplificazione della normativa sul lavoro concentrandola in pochi e chiari articoli di facile accessibilità.

 

 

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