La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 13674 del 2018, ha fatto chiarezza sul recupero contributi previdenziali da parte dell’INPS per lavoro svolto all’estero (nello specifico in Turchia) (dal Quotidiano del Diritto del Sole 24 Ore del 31 maggio 2015).
Mancata contestazione addebito e licenziamento, scatta il diritto al risarcimento
La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 13667 del 2018, ha reso il seguente principio di diritto: “L’illegittimità del recesso imposto al dirigente per la mancata contestazione dell’addebito fa scattare il diritto al danno in base a quanto previsto dal codice civile, o nel caso in ci questo sia applicabile dall’articolo 18” (dal Quotidiano del Diritto del Sole 24 Ore del 31.5.2018).
Lavoratore esperto, non è necessaria l’assidua sorveglianza del datore
La Corte di appello di Palermo, con sentenza n. 225 del 2018, ha stabilito che il datore di lavoro non è tenuto alla sorveglianza continua del lavoratore esperto che a causa di un infortunio sul lavoro ha chiesto il risarcimento del danno differenziale (e cioè quello che risulta dalla differenza tra il valore del danno biologico, calcolato secondo i criteri della responsabilità civile, e l’indennizzo pagato dall’INAIL).
Comportamento antisindacale, la cassazione ne ribadisce i capisaldi
La Corte Suprema di Cassazione, con la Sentenza n. 12551 del 2018, ha ribadito i capisaldi del comportamento antisindacale di cui all’art. 28 dello Statuto dei diritti del lavoratori, chiarendo – in particolare – i casi in cui è possibile sostituire dipendenti in sciopero.
Valutazione rischi, disponibile online l’applicazione dedicata OiRA
Il Ministero del Lavoro, con un comunicato del 29 maggio scorso, ha reso noto che è disponibile online un software per aiutare soprattutto le piccole e medie imprese, nel processo di valutazione rischi e individuazione delle misure di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
Decreto terremoto, nuova sospensione dei pagamenti fino a gennaio 2019
Al fine di agevolare le popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 (Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo) sono state prorogate al 16 gennaio 2019 le scadenze per il pagamento dei tributi, contributi e canone RAI, in precedenza fissate al 31 maggio-1 giugno, grazie al decreto terremoto (DL. n. 55 del 29 maggio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in pari data).
Rinnovo autorizzazioni alla costruzione e all’impiego di ponteggi
Il Ministero del Lavoro, con Circolare n. 10 del 2018, ha fornito istruzioni per il rinnovo delle autorizzazioni alla costruzione e all’impiego di ponteggi realizzati con elementi portanti prefabbricati, metallici o non, ai sensi dell’art. 131, comma 5, del D.Lgs. n. 81 del 2018, e ss.mm.
Roghi e danno alla salute degli addetti alla vigilanza, il punto del Ministero
La Commissione per gli Interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con Interpello 3 del 2018, ha risposto ad un quesito avanzato dal Dipartimento Autonomie Locali e Polizie Locali (DICCAP) concernente la seguente questione: in alcuni campi nomadi, presso i quali la Polizia Locale svolge servizi di vigilanza “…si verificano, in maniera costante, roghi […] tali roghi, oltre all’allarme di inquinamento ambientale ed oltre al danno alla salute cagionato nei confronti dei cittadini, preoccupano non poco anche lo Scrivente e tutti i reparti di Polizia Locale coinvolti. Infatti, i roghi in questione rappresentano un pericolo per la salute e sicurezza dei lavoratori coinvolti nel servizio di pattuglia”. Tutto ciò considerato viene richiesto “… se, e in che misura, l’art. 3 comma 2 [d.lgs. n. 81/2008] si applichi nei confronti dei dipendenti della Polizia Locale e se essi possano essere incardinati nelle Forze «destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica»”. Viene, altresì, chiesto se “… anche alla luce del DVR allegato [riferito a quello della Polizia Municipale di Vibo Valentia] le postazioni mobili o soggette a cambiamento, ed in particolare i luoghi succitati dei roghi, costituiscano ambiente di lavoro alla luce delle norme appena richiamate e se, pertanto, vi sia un obbligo, da parte dei Comandi di Corpi di Polizia Locale, di predisporre le misure di sicurezza generali predisposte dal TU (artt. 62 e segg., 42 e segg.) e, più specificamente, quelle di cui all’allegato IV del medesimo Decreto (artt. 1, 2, 4) nell’ambito della attività di presidio dei roghi medesimi”.
La Commissione, in merito hai quesiti presentati, ha innanzi tutto premesso che:
– l’articolo 3, comma 1, del d.lgs. n. 81 del 9 aprile 2008, individuando il proprio campo di applicazione, dispone che il medesimo decreto “… si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio”;
– il successivo comma 2 del medesimo articolo 3 prevede che: “nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezione civile, nonché nell’ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica … le disposizioni del presente decreto sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative …”.
Poi, con riferimento, nello specifico, ai compiti della Polizia Locale:
– la legge n. 65 del 7 marzo 1986 “Legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale” prevede, all’articolo 3, che “gli addetti al servizio di polizia municipale esercitano nel territorio di competenza le funzioni istituzionali previste dalla presente legge e collaborano, nell’ambito delle proprie attribuzioni, con le Forze di polizia dello Stato, previa disposizione del sindaco, quando ne venga fatta, per specifiche operazioni, motivata richiesta dalle competenti autorità”;
– il successivo articolo 5 della medesima legge n. 65/1986 individua le ulteriori funzioni che possono essere svolte dalla Polizia Locale, nell’ambito territoriale dell’Ente di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni, tra le quali, “a) funzioni di polizia giudiziaria […] b) servizio di polizia stradale […] c) funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza … A tal fine il prefetto conferisce al suddetto personale, previa comunicazione del sindaco, la qualità di agente di pubblica sicurezza …”.
Tenuto conto, altresì, che:
– l’articolo 62 del d.lgs. n. 81/2008 definisce «luoghi di lavoro» “… i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro”;
– il seguente articolo 63, comma 1, del medesimo decreto stabilisce che i luoghi di lavoro, così come sopra definiti, “devono essere conformi ai requisiti indicati nell’allegato IV”.
Considerato, infine, che:
– a norma dell’articolo 12, comma 1, del d.lgs. n. 81/2008 questa Commissione può dare risposte esclusivamente a “quesiti di ordine generale sull’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro”.
Tutto ciò premesso, la Commissione ha fornito le seguenti indicazioni:
Per quanto concerne il primo quesito, il d.lgs. n. 81/2008 si applica, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, a tutti i settori di attività, privati e pubblici e a tutte le tipologie di rischio e, pertanto, riguarda anche l’attività svolta dagli appartenenti alla Polizia Locale alla quale si applicano altresì le disposizioni previste dall’articolo 3, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008, qualora l’attività comporti – ai sensi degli articoli 3 e 5 della già citata legge n. 65/1986 – lo svolgimento di “compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica”.
Relativamente al secondo quesito, si rappresenta che “ferme restando le disposizioni di cui al titolo I”, per luoghi di lavoro, ai sensi dell’articolo 62 del d.lgs. n. 81/2008, si intendono, unicamente ai fini dell’applicazione del Titolo II, i “luoghi destinati ad ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro”.
La Commissione ha precisato, infine, che “dovendosi esprimere su quesiti di ordine generale sull’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro, non può pronunciarsi in ordine all’adeguatezza di specifici documenti, tuttavia ritiene opportuno confermare il principio generale per il quale la valutazione dei rischi non può non tener conto degli aspetti connessi alle caratteristiche peculiari dei compiti e delle attività svolte dai singoli lavoratori ovvero alla specifica situazione organizzativa”.
(Fonte: Ministero del Lavoro)
Libera professionista con lavoro all’estero, l’indennità di maternità è parametrata al reddito
Il Ministero del Lavoro, con interpello n. 4 del 2018, ha risposto ad un quesito avanzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri sulla interpretazione della disciplina relativa alla indennità di maternità per la libera professionista. Nello specifico l’istanza di interpello concerneva l’interpretazione dell’art. 70, comma 2, del d.lgs. n. 151/2001, sulla base di calcolo del reddito della libera professionista ai fini della determinazione dell’indennità di maternità spettante alla stessa, relativamente all’ipotesi in cui essa rientri in Italia dopo aver svolto continuativamente un’attività lavorativa o aver conseguito un titolo di studio all’estero.
Sospensione cautelare del dipendente, non utile ai fini pensionistici
L’INPS, con il Messaggio n. 2161 del 2018, ha stabilito che il periodo di sospensione cautelare del dipendente pubblico in attesa di giudizio innanzi all’autorità giudiziaria non è utile ai fini pensionistici.











