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Convenienza del contratto a tutele crescenti:

Le imprese che procederanno ad assumere nell’anno 2015 personale con contratto a tutele crescenti, come da decreti legislativi di attuazione del Jobs Act, avranno una notevole convenienza rappresentata dal risparmio sui contributi INPS che saranno azzerati per un triennio. Inoltre a tale bonus contributivo sarà possibile cumulare anche altri bonus previsti per incentivare le assunzioni che potrebbero far ridurre il costo del lavoro ad oltre il 50%.

Tali agevolazioni rappresentano quindi un interessante incentivo per le imprese sia per quanto riguarda le assunzioni di personale ex novo che per la stabilizzazione dei rapporti a tempo determinato già in corso. Inoltre, in caso di licenziamento il Jobs Act prevede un risarcimento economico proporzionato all’anzianità di servizio del lavoratore.

Quindi, facendo due conti, allo stato il costo del lavoro del contratto a tutele crescenti è più basso (e quindi conveniente) di quello a tempo determinato (ivi compreso il contratto di somministrazione a tempo determinato), ove – in base alla Legge Fornero del 2012 – gli oneri previdenziali sono stati aumentati dell’1,4% e la Legge di Stabilità 2015 ha incrementato il costo dei contributi di questa tipologia contrattuale, mentre ha previsto delle agevolazioni contributive esclusivamente per le assunzioni a tempo indeterminato.

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Anche il contratto di somministrazione a tempo indeterminato presenta una certa “appetibilità” posto che anche a questo si applica l’esonero contributivo triennale, tuttavia il costo resta un po’ più alto rispetto al contratto a tutele crescenti per via del compenso riconosciuto all’agenzia.

Naturalmente la tipologia contrattuale più conveniente resta ancora il contratto di apprendistato che – pur non beneficiando dell’esonero contributivo triennale – consente al datore di lavoro di inquadrare l’apprendista fino a due livelli di meno (e quindi: paga del primo livello rispetto al terzo, con risparmio sulla retribuzione lorda mensile; contributi INPS con aliquota agevolata dell’11,61% se il datore di lavoro ha più di 9 dipendenti; contributi azzerati per le imprese più piccole).

I benefici cumulabili con l’esonero contributivo triennale sono relativi a:

  • lavoratori beneficiari dell’Aspi (ora NASPI): beneficio del 50% dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore se non fosse stato assunto, per la durata residua del trattamento;
  • chi assume iscritti alla Garanzia Giovani (durata: un anno);
  • chi assume coloro che sono iscritte nelle liste di mobilità: beneficio pari al 50% dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore per il periodo residuale di godimento del diritto al trattamento (durata massima: 12 mesi e solo per i rapporti full-time; viene applicato anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine stipulati con gli stessi lavoratori);
  • giovani lavoratori agricoli (legge 116/2014);
  • lavoratori disabili;
  • assunzione di giovani genitori.

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