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Jobs Act e contratto a tutele crescenti:

Il Senato ha votato la fiducia al Governo e la legge delega sul lavoro, o Jobs Act che dir si voglia, è stata definitivamente approvata.

Tale provvedimento contiene le deleghe al Governo affinché vengano emanate entro i prossimi sei mesi i decreti che regoleranno il mondo del lavoro ed in particolare, per quel che qui interessa, il contratto a tutele crescenti, il codice semplificato delle discipline e delle tipologie contrattuali, i nuovi ammortizzatori sociali, la riorganizzazione dell’ASPI – Assicurazione Sociale per l’Impiego, i servizi per il lavoro e le politiche attive, la razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti ed infine l’aggiornamento delle norme a tutela della maternità.

Il Consiglio dei ministri, in prima battuta, si occuperà del decreto che disciplinerà il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che, come è noto, in base all’anzianità di servizio del lavoratore, porterà al superamento del diritto alla reintegrazione, con corresponsione al suo posto di un indennizzo economico in caso di licenziamento illegittimo. In particolare, il datore di lavoro potrà – nei primi tre anni dalla sottoscrizione – porre fine al rapporto in qualsiasi momento e senza motivazione. Cade quindi il diritto alla reintegrazione ex art. 18 Statuto dei lavoratori per i primi tre anni dalla sottoscrizione del contratto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa, eccezion fatta per i licenziamenti nulli o discriminatori. Al suo posto – come si è detto verrà corrisposta al lavoratore licenziato senza giusta causa un risarcimento economico che aumenta l’aumentare dell’anzianità di servizio: probabilmente esso verrà quantificato in un mese di retribuzione per ogni anno di lavoro se le parti sono d’accordo, altrimenti un mese e mezzo di retribuzione per ogni anno di servizio in caso di mancato accordo e conseguente impugnazione del licenziamento innanzi al magistrato del lavoro, con un tetto massimo che verrà presumibilmente fissato tra le 24 e le 36 mensilità).

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Pertanto, con il Jobs Act le garanzie per i lavoratori – nel caso di contratto a tutele crescenti – aumenteranno con l’avanzare dell’anzianità di servizio.

 

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