La linea che separa le preferenze legittime dal favoritismo stabile è sottile e spesso invisibile a chi gestisce i team. Quando la percezione di ingiustizia si consolida, la motivazione cala, aumentano i conflitti latenti e il terreno diventa fertile per dinamiche potenzialmente assimilabili al **mobbing**. Una gestione più trasparente di decisioni, incarichi e riconoscimenti riduce il rischio di derive tossiche e tutela sia le persone sia l’organizzazione.