Le nuove tecnologie e il volontariato rappresentano oggi un binomio sempre più inscindibile: l’integrazione digitale sta ridefinendo le modalità operative delle organizzazioni del Terzo Settore, aprendo prospettive di innovazione che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili. Capire come questi strumenti si innestino nel quadro normativo del volontariato — a partire dal D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) — e quali opportunità concrete offrano ai volontari e alle organizzazioni è oggi una priorità tanto per i professionisti del settore quanto per chi si avvicina per la prima volta all’impegno civico. Il presente contributo analizza l’integrazione in atto, le innovazioni più rilevanti e le prospettive future, con un’attenzione particolare alle implicazioni pratiche e alle sfide ancora aperte.
Tecnologia come abilitatore di volontariato
La tecnologia sta diventando un alleato cruciale nel mondo del volontariato, fungendo da catalizzatore per attività più efficaci ed efficienti. Negli ultimi anni, le organizzazioni di volontariato hanno abbracciato strumenti digitali — applicazioni mobili, piattaforme di collaborazione online e sistemi di gestione dei dati — per ampliare il loro impatto sociale e ottimizzare l’impiego delle risorse umane.
Le app dedicate al volontariato permettono una facile coordinazione tra le ONG e i volontari, semplificando il processo di reclutamento e pianificazione delle attività. I social media, d’altra parte, offrono canali potenti per sensibilizzare l’opinione pubblica e attirare nuovi sostenitori, facilitando la creazione di campagne virali capaci di raggiungere un vasto pubblico in tempi rapidi. In questo modo, la tecnologia non solo rende il volontariato più accessibile, ma ne aumenta anche l’efficienza operativa, contribuendo a rafforzare quella funzione di utilità sociale che il legislatore ha inteso tutelare con il Codice del Terzo Settore.
Il volontariato digitale: una nuova forma di impegno civico
Accanto alle forme tradizionali di impegno, si è affermato il cosiddetto volontariato digitale (o virtual volunteering): attività svolte interamente o prevalentemente a distanza, attraverso strumenti informatici. Dalla moderazione di comunità online alla traduzione di documenti, dalla consulenza legale remota all’assistenza tecnica per organizzazioni no-profit, queste forme di impegno ampliano la platea dei potenziali volontari, includendo persone con disabilità motorie, residenti in aree geograficamente svantaggiate o con impegni lavorativi incompatibili con la presenza fisica. Sul piano giuridico, è opportuno verificare che tali attività rientrino nella definizione di volontariato ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 117/2017, che richiede la gratuità della prestazione e l’assenza di rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato.
Integrazione digitale nelle piattaforme di volontariato
L’integrazione digitale nelle piattaforme di volontariato ha rivoluzionato il modo in cui le organizzazioni si relazionano con i volontari. Le piattaforme digitali permettono una centralizzazione delle informazioni e una condivisione in tempo reale, consentendo una gestione più dinamica delle attività. I sistemi CRM, solitamente usati nel mondo commerciale, sono stati adattati per monitorare il coinvolgimento dei volontari, mantenere le loro esperienze e raccogliere feedback utili per migliorare le operazioni future.
I software di gestione dei progetti aiutano le organizzazioni a tracciare il progresso delle attività di volontariato, gestendo al contempo le risorse umane e materiali in modo ottimizzato. Questa digitalizzazione facilita non solo la programmazione e l’implementazione delle attività, ma anche la comunicazione, rendendo l’intera esperienza più fluida ed efficiente. Sul versante della conformità normativa, le organizzazioni devono tuttavia assicurarsi che il trattamento dei dati personali dei volontari avvenga nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), predisponendo adeguate informative e basi giuridiche per ogni operazione di trattamento.

Strumenti concreti per la gestione digitale delle ODV
Le Organizzazioni di Volontariato (ODV) iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) possono oggi avvalersi di un ecosistema tecnologico articolato. Tra gli strumenti più diffusi si segnalano: piattaforme di project management come Asana o Trello, adattate alle esigenze no-profit; sistemi di comunicazione interna come Slack o Microsoft Teams; strumenti di raccolta fondi digitale (crowdfunding civico) che integrano sistemi di pagamento elettronico conformi alla normativa PSD2; e soluzioni di firma digitale per la gestione documentale, particolarmente utili per la formalizzazione degli atti associativi e delle convenzioni con enti pubblici previste dall’art. 56 del Codice del Terzo Settore.
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Sfide tecnologiche: accesso e competenze richieste
Nonostante i molti benefici, l’adozione della tecnologia nel volontariato non è esente da sfide. Una delle principali difficoltà è l’accesso limitato alle tecnologie da parte di alcune comunità e gruppi demografici, che potrebbe escludere potenziali volontari o beneficiari. Ciò è dovuto a disparità economiche e infrastrutturali che persistono in molte aree, configurando un rischio concreto di digital divide che le politiche pubbliche e le stesse organizzazioni devono contrastare attivamente.
L’acquisizione delle competenze digitali necessarie per utilizzare efficacemente questi strumenti può rappresentare un ulteriore ostacolo. Le organizzazioni di volontariato devono quindi investire non solo in tecnologia, ma anche in programmi di formazione continua per il proprio staff e i volontari. Questi programmi devono concentrarsi sull’alfabetizzazione digitale di base e sull’uso specifico delle piattaforme adottate, garantendo che tutti i partecipanti siano in grado di contribuire efficacemente. Va inoltre considerato il profilo della sicurezza informatica: le ODV trattano spesso dati sensibili relativi a persone vulnerabili, e un approccio superficiale alla cybersecurity può esporre l’organizzazione a responsabilità civili e amministrative significative.
Il quadro normativo a supporto dell’innovazione nel Terzo Settore
Il legislatore italiano ha progressivamente riconosciuto il ruolo dell’innovazione tecnologica nel Terzo Settore. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato risorse specifiche alla digitalizzazione degli enti del Terzo Settore, mentre il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha promosso linee guida per l’adozione di strumenti digitali nelle ODV. Sul piano fiscale, le spese per la formazione digitale dei volontari possono rientrare tra i costi deducibili dell’organizzazione, a condizione che siano documentate e coerenti con le finalità istituzionali dell’ente. È opportuno che i responsabili amministrativi delle ODV si confrontino con un consulente del lavoro o un commercialista esperto di Terzo Settore per valutare le implicazioni fiscali di ciascuna scelta tecnologica.
Innovazioni future: opportunità per il volontariato digitale
Il futuro del volontariato è sempre più legato alle innovazioni digitali. Con lo sviluppo di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale (IA), la realtà aumentata (AR) e il blockchain, si aprono nuove opportunità per il volontariato di diventare più interattivo e personalizzato. L’IA potrebbe essere utilizzata per abbinare i volontari con le attività più adatte alle loro competenze e interessi, aumentando l’efficacia degli interventi e riducendo il tasso di abbandono — una delle criticità strutturali del settore.
La realtà aumentata può offrire esperienze immersive per formare i volontari in ambienti simulati prima di impegnarsi in situazioni reali, con applicazioni particolarmente promettenti in ambiti come la protezione civile, l’assistenza sanitaria di base e la gestione delle emergenze. Il blockchain, infine, potrebbe garantire la trasparenza e la tracciabilità dei fondi donati, costruendo maggiore fiducia tra i donatori e le organizzazioni. Queste innovazioni promettono di trasformare il volontariato in un’esperienza più coinvolgente e trasparente, motivando un numero maggiore di persone a partecipare e rafforzando la legittimità sociale del Terzo Settore.
Intelligenza artificiale e volontariato: applicazioni pratiche e limiti giuridici
L’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nelle ODV solleva questioni giuridiche che meritano attenzione specifica. Il Regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale (AI Act), applicabile progressivamente a partire dal corrente anno, classifica alcuni sistemi IA come ad «alto rischio» quando incidono su diritti fondamentali o sull’accesso a servizi essenziali. Le organizzazioni che intendono utilizzare algoritmi per la selezione dei volontari, la profilazione dei beneficiari o la valutazione delle prestazioni devono verificare la compatibilità di tali sistemi con il quadro normativo vigente, predisponendo adeguate misure di trasparenza e meccanismi di ricorso. Il principio di non discriminazione, sancito dall’art. 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, rimane un limite invalicabile anche nell’uso di tecnologie automatizzate.
Prepararsi al futuro: formazione e sviluppo per volontari
Per essere pronti alle sfide e alle opportunità offerte dalla tecnologia, le organizzazioni devono impegnarsi nella formazione continua dei volontari. Questo include lo sviluppo di programmi di formazione che non solo migliorano le competenze tecniche, ma anche quelle trasversali, come la collaborazione e la comunicazione in contesti digitali. Creare un ambiente di apprendimento continuo, dove i volontari possono acquisire nuove abilità e adattarsi rapidamente ai cambiamenti, è essenziale per il successo delle iniziative di volontariato.
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Le organizzazioni dovrebbero collaborare con esperti di tecnologia e formazione per sviluppare corsi accessibili, sia online che in presenza, che coprano una varietà di argomenti: dalle nozioni base di informatica all’uso avanzato di piattaforme specifiche, dalla sicurezza dei dati alla comprensione dei diritti digitali. Prepararsi adeguatamente significa garantire che il volontariato possa continuare a prosperare in un mondo sempre più digitale, mantenendo al centro la dimensione umana e relazionale che ne costituisce il fondamento valoriale e giuridico.
Prospettive future: verso un ecosistema integrato di volontariato e innovazione
Guardando alle prospettive future delle nuove tecnologie nel volontariato, emerge con chiarezza la necessità di un approccio sistemico che coinvolga istituzioni pubbliche, organizzazioni del Terzo Settore, imprese tecnologiche e università. La co-progettazione di strumenti digitali pensati specificamente per le esigenze del volontariato — e non semplicemente adattati dal mondo profit — rappresenta la frontiera più promettente. In questo contesto, il ruolo del legislatore è duplice: da un lato, rimuovere gli ostacoli normativi che frenano l’innovazione; dall’altro, garantire che la digitalizzazione non eroda le tutele fondamentali dei volontari, a partire dalla gratuità della prestazione e dall’assenza di vincoli di subordinazione.
Le organizzazioni più avanzate stanno già sperimentando modelli ibridi che combinano presenza fisica e partecipazione digitale, creando reti di volontariato capaci di rispondere in tempo reale alle emergenze sociali. Questo modello, se supportato da adeguati investimenti in infrastrutture digitali e formazione, potrebbe rappresentare il paradigma del volontariato del prossimo decennio: inclusivo, efficiente, trasparente e radicato nei valori di solidarietà che ne costituiscono la ragion d’essere.
FAQ — Nuove tecnologie e volontariato: le domande più frequenti
Il volontariato digitale è riconosciuto dal Codice del Terzo Settore?
Il D.Lgs. 117/2017 non disciplina espressamente il volontariato digitale, ma la definizione di attività di volontariato contenuta nell’art. 17 è sufficientemente ampia da ricomprenderlo, purché la prestazione sia gratuita, personale e non riconducibile a un rapporto di lavoro. È tuttavia consigliabile che le ODV regolamentino internamente queste attività attraverso appositi regolamenti o lettere di incarico volontario.
Le spese tecnologiche di una ODV sono fiscalmente deducibili?
In linea generale, le spese per l’acquisto di software, hardware e servizi digitali funzionali all’attività istituzionale dell’ODV sono deducibili ai fini fiscali. Le organizzazioni iscritte al RUNTS beneficiano inoltre di specifiche agevolazioni previste dal Codice del Terzo Settore. Si raccomanda una verifica caso per caso con un professionista esperto di fiscalità del Terzo Settore.
Come deve gestire una ODV i dati personali dei volontari raccolti tramite piattaforme digitali?
Le ODV sono titolari del trattamento dei dati personali ai sensi del GDPR e devono adempiere a tutti gli obblighi previsti: informativa agli interessati, individuazione della base giuridica del trattamento, nomina del responsabile della protezione dei dati (DPO) ove necessario, e adozione di misure di sicurezza adeguate. L’uso di piattaforme digitali di terzi richiede la stipula di un accordo di trattamento dei dati (DPA) con il fornitore.
L’uso dell’intelligenza artificiale per selezionare i volontari è lecito?
L’utilizzo di sistemi IA nella selezione dei volontari è lecito a condizione che rispetti il principio di non discriminazione, garantisca trasparenza sulle logiche algoritmiche utilizzate e preveda la possibilità di revisione umana delle decisioni. Con l’entrata in vigore progressiva dell’AI Act europeo, le organizzazioni devono verificare se i sistemi adottati rientrano nelle categorie a rischio elevato e adottare le misure di conformità richieste.
Esistono finanziamenti pubblici per la digitalizzazione delle organizzazioni di volontariato?
Sì. A livello nazionale, il PNRR ha previsto misure specifiche per la digitalizzazione del Terzo Settore. A livello europeo, i fondi strutturali e i programmi come Europa Creativa o il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) offrono opportunità di finanziamento per progetti di innovazione digitale nel volontariato. Le ODV possono accedere a questi fondi anche in partenariato con enti pubblici o imprese private, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.



