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Training on the job, stanziati fondi per la formazione continua: 

I fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua di operai, dirigenti, impiegati e dipendenti di studi professionali, il c.d. training on the job, grazie all’intervento del Ministero del Lavoro, sono stati dotati di un finanziamento pubblico di circa 200 milioni di euro.

A parlarcene è anche l’articolo pubblicato oggi (8.1.2018) dal Sole 24 Ore (Firma: F. Barbieri; Titolo: “Dote da 200 milioni per il training”) che di seguito riportiamo.

Dagli operai fino ai dirigenti, passando per impiegati e dipendenti degli studi professionali, sono in arrivo nuove risorse per il training on the job.
A metterle in campo sono i fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, enti bilaterali che riguardano una platea di un milione di imprese e 10 milioni di lavoratori e che rappresentano i due terzi del finanziamento pubblico alla formazione continua in Italia.
In base alle risposte fornite al Sole 24 Ore da 11 dei 19 fondi autorizzati dal ministero del Lavoro ci sono 200 milioni di euro attualmente disponibili per le aziende che iscrivendosi hanno deciso di dirottare alle casse del fondo prescelto una parte del contributo obbligatorio contro la disoccupazione involontaria (0,30% della massa salariale lorda, che dal 2016 subisce un prelievo forzoso che lo riduce di fatto allo 0,19 per cento).
Le aziende “accreditate” possono poi chiedere il finanziamento dei piani formativi concordati con i sindacati, secondo tempi e modi indicati dagli avvisi pubblicati dai fondi.
Le imprese spesso attivano un conto formazione dove accumulare i propri versamenti, che può essere poi utilizzato senza particolari vincoli.
Formazione a catalogo (6 milioni di euro), competitività (72 milioni) e innovazione tecnologica (10 milioni) sono al centro di tre avvisi aperti da Fondimpresa, il più grande tra i fondi partitetici, con oltre 185mila aziende e 4,5 milioni di lavoratori, che nel 2017 ha assegnato 358 milioni (dato al 31 ottobre) per la formazione di oltre 400mila lavoratori.
Fondirigenti, specializzato nel training dei manager, ha destinato 10 milioni di euro per piani formativi aziendali (15mila euro ad azienda) su diversi ambiti di intervento: da cyber security e data protection a internazionazionalizzazione, credito, project management per la gestione dell’innovazione (presentazione delle domande fino al 15 febbraio). Un altro avviso di Fondirigenti, con un budget di 800mila euro, finanzia interventi destinati a dirigenti involontariamente disoccupati, precedentemente impiegati in imprese aderenti al fondo (6mila euro a dirigente) sui temi della cyber security e data protection, welfare aziendale, innovazione delle competenze (scadenza: 31 gennaio).
Fondo Forte, che riguarda 1,2 milioni di lavoratori, “scommette” invece 70 milioni per i settori del commercio, turismo, logistica, spedizioni, trasporto e ambito socio-sanitario, con un occhio di riguardo per l’innovazione tecnologica. F oncoop ha avvisi aperti per 11,7 milioni di euro dedicati al mondo delle cooperative, Fondoprofessioni ha “bandi” per 4,8 milioni rivolti a oltre 220mila dipendenti degli studi professionali, mentre Foragri, che riguarda l’agricoltura, ha avvisi aperti per 3,7 milioni di euro.
Fonarcom, infine, ha oltre 10 milioni da assegnare puntando in particolare su progetti di alternanza scuola-lavoro, formazione dei neoassunti, iniziative di welfare e interventi di ricollocazione.

LA FOTOGRAFIA DEGLI ENTI E DEI PROGETTI 

Nome fondo Enti promotori Aziende Lavoratori Risorse assegnate
nel 2017 (in euro)
Aziende coinvolte
nel 2017
Lavoratori
coinvolti
nel 2017
Risorse da
assegnare
(in euro)
Fonarcom Confsal – Cifa 172.000 1.150.000 21,9 milioni 4.000 80.000 10,5 milioni
Fon.Coop Agci, Confcooperative, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil 14.052 706.276 41,2  milioni
(22 mln su conto formativo
e 19,2 mln su 5 avvisi)
7.719 299.710 11,7 milioni
Fondimpresa Confindustria – Cgil, Cisl, Uil 185.000 4, 46mln 358,2 milioni 23.000 400.000 88 milioni
Foragri Confagricoltura-Coldiretti-Cia-Cgil-Uil-Cisl-Confederdia 104.000 270.000 7,3 milioni 1.200 10.000 3,7 milioni
Fapi Confapi, Cgil, Cisl, Uil 52.000 400.000 10.828.000 3.500 42.100 N.d.
Fondoprofessioni Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa – Cgil, Cisl, Uil 62.500 223.000 6,1 milioni 4.500 15.500 4,8 milioni
Fondo For.Te. Confcommercio – Confetra – Cgil – Cisl – Uil 118.151 1.203.064 36,2 milioni n.d. n.d. 70 milioni
Fonservizi Confservizi Asstra Utilitalia Cgil Cisl Uil 2.624 151.183 4,1 milioni
(conto formazione); 699 mila (bandi)
195 (conto formazione);
100 (bandi)
23.133 (conto formazione);
534 (bandi)
N.d.
Fondolavoro Unsic  e  Ugl 10.049 52.225 579.000 90 745 117 mila
Fondirigenti Confindustria – Federmanager 14.000 77.600 54 milioni 5.000 23.300 10,8 milioni
F.do dirigenti Pm i Confapi e Federmanager 392 517 82.000 13 26 200 mila

Enti promotori, aziende, lavoratori e risorse economiche dei principali fondi interprofessionali per la formazione continua

Fonte: Elaborazione del Sole 24 Ore del Lunedì su dati forniti dai Fondi

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DOMANDE & RISPOSTE 

Come nascono i fondi paritetici interprofessionali?
Si tratta di enti bilaterali costituiti con un accordo siglato dalle confederazioni nazionali di rappresentanza dei datori di lavoro e quelle sindacali nazionali dei lavoratori come previsto dall’articolo 118 dalla legge 388/2000. Sulla base dell’accordo le parti elaborano uno statuto e un regolamento che sono sottoposti al ministero del Lavoro per ottenere l’autorizzazione a operare.

Quali attività svolgono i fondi?
Finanziano piani formativi concordati tra impresa e organizzazioni sindacali: aziendali e pluriaziandali (predisposti per una singola impresa o per più imprese), piani territoriali (ad esempio, per un distretto produttivo), piani settoriali (per un singolo comparto) o piani individuali.
In che modo si aderisce ai fondi?
L’adesione si effettua attraverso il modello Uniemens dell’Inps (o Dmag per gli operai agricoli), che le imprese usano ordinariamente ogni mese per la denuncia contributiva. L’adesione produce i suoi effetti dal mese successivo.

Che cosa bisogna fare per ottenere il contributo dei fondi?
Esistono due modalità: il conto individuale, cioè la restituzione diretta delle risorse versate, e gli avvisi competitivi, con assegnazione su base solidaristica per garantire la formazione a particolari target di imprese, come ad esempio le Pmi. In ogni caso le regole sono dettate dal fondo e in entrambe le modalità le imprese devono presentare un piano formativo concordato.I piani selezionati e finanziati saranno poi monitorati dal fondo.

Come si sceglie il fondo?
Le imprese possono aderire liberamente al fondo che preferiscono. Solitamente però l’adesione avviene sulla base dell’appartenenza agli organismi di rappresentanza delle imprese (Confindustria, Confcommercio, Legacoop, Abi, eccetera)
Qual è il limite massimo del finanziamento e quanti piani si possono presentare in un anno?
Uno degli atti più importanti del fondo è l’emanazione delle regole degli avvisi e del conto individuale con cui si invitano le imprese a presentare i propri piani formativi concordati. Tali regole stabiliscono i limiti di finanziamento massimo per piano e il numero di piani che un’impresa può presentare nell’arco dell’anno.

L’adesione a un fondo comporta delle spese per le imprese?
No. L’adesione a un fondo non comporta alcuna spesa aggiuntiva. Lo 0,30% del monte salari versato all’Inps da ogni singola impresa verrà trasferito dall’Inps stesso al fondo prescelto.

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