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Risarcimento per dequalificazione, non tassabile è secondo la Cassazione

La Corte Suprema, con Ordinanza n. 2472 del 2021, in tema di tassazione del risarcimento del danno non patrimoniale da qualificazione professionale ha affermato che gli importi così corrisposti non avendo carattere retributivo (ai sensi del TUIR Decreto del Presidente della Repubblica n. 915 del 1986, articolo 49, comma 1) non sono soggetti a tassazione.

Assunzioni donne, istruzioni INPS su esonero contributivo

Assunzioni donne, istruzioni INPS su esonero contributivo

L’INPS, con Circolare n. 32 del 22.02.2021, ha fornito le prima istruzioni circa l’esonero contributivo  del 100 per centro per le assunzioni donne lavoratrici nel biennio contributivo 2020-2021.

Esonero contributivo e blocco licenziamenti, le ultime dall’INPS

Decreto Interministeriale su esonero contributi previdenziali lavoratori autonomi

L’INPS, con la Circolare n. 30 del 19.02.2021, ha fornito chiarimenti su esonero contributivo, quale strumento alternativo alle integrazioni salariali di cui alla legge di bilancio 2021, e contestuale divieto di licenziamenti sia per il periodo di fruizione del beneficio in questione ed anche fino al 31 marzo 2021. In particolare, il rispetto di tale condizione deve essere garantito poiché l’eventuale violazione comporta la revoca dell’esonero contributivo con efficacia retroattiva.

Impronte digitali dei dipendenti, no all’uso se manca normativa

Impronte digitali dei dipendenti, no all’uso se manca normativa

Il Garante della Privacy ha sanzionato per 30 mila euro un’azienda sanitaria provinciale di Enna per aver utilizzato un sistema di rilevazione delle presenze dei dipendenti basato sulle impronte digitali (c.d. dati biometrici).

Risoluzione consensuale e fruizione Naspi, chiarimenti INPS

Risoluzione consensuale e fruizione Naspi, chiarimenti INPS

L’INPS, con il Messaggio n. 689 del 17.02.2021, ha fornito chiarimenti relativamente alla possibilità di fruizione della NASPI anche in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, nell’attuale periodo di vigenza del divieto di licenziamenti, in attuazione di un accordo collettivo aziendale sottoscritto (anche) da una sola delle OO.SS. comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Società in house, applicabilità dell’art. 7 L.n. 300/1970 ai lavoratori

Società in house, applicabilità dell’art. 7 L.n. 300/1970 ai lavoratori

L’INL, con Nota n. 301 del 18.02.2021 ha stabilito che l’art. 7 della L.n. 300/1970 può essere applicato ai lavoratori dipendenti delle società in house a fronte di un procedimento disciplinare da parte del datore di lavoro.

Cassa covid anche per i lavoratori assunti il 4 gennaio 2021

Contributi a fondo perduto, al via le erogazioni per i titolari di partita IVA

Cassa covid anche per i lavoratori assunti il 4 gennaio 2021

L’INPS, con la Circolare n. 28 del 17.02.2021, con una interpretazione estensiva della Legge di Bilancio 2021 (L.n. 178/2020) ha stabilito che anche i lavoratori assunti il 4 gennaio 2021 potranno fruire della cassa integrazione superando così i limiti imposti dalla Legge 178 che stabiliva l’impossibilità di collocare in cassa integrazione i lavoratori assunti dopo il 1° gennaio.

Vaccinazione anti Covid-19 dei lavoratori, le FAQ del Garante Privacy

Rifiuto vaccino anti Covid personale infermieristico e tutela INAIL

Il Garante della Privacy ha risposto alle domande più comune in tema di vaccinazione anti Covid-19 in ambito lavorativo con lo scopo di fornire indicazioni utili alle imprese, enti e amministrazioni pubbliche affinché sia correttamente applicata la disciplina sulla protezione dei dati personali nel contesto emergenziale, ma anche al fine di prevenire possibili trattamenti illeciti dei dati personali e di evitare inutili costi di gestione o possibili effetti discriminatori.

In particolare, il Garante ha specificato nelle faq è spiegato che il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite medico competente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali. Ciò non è consentito dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro né dalle disposizioni sull’emergenza sanitaria. Come si legge nel comunicato del Garante, il consenso del dipendente non può costituire, in questi casi, una condizione di liceità del trattamento dei dati. Il datore di lavoro può, invece, acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica redatti dal medico competente.

Il Garante ha chiarito inoltre che – in attesa di un intervento del legislatore nazionale che eventualmente imponga la vaccinazione anti Covid-19 quale condizione per lo svolgimento di determinate professioni, attività lavorative e mansioni – nei casi di esposizione diretta ad “agenti biologici” durante il lavoro, come nel contesto sanitario, si applicano le disposizioni vigenti sulle “misure speciali di protezione” previste per tali ambienti lavorativi (art. 279 del d.lgs. n. 81/2008).

Anche in questi casi, solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario e il contesto lavorativo, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti. Il datore di lavoro deve quindi limitarsi attuare, sul piano organizzativo, le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità.

Riportiamo di seguito alcune delle faq che riguardano proprio i rapporti di lavoro.

  1. Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione?

Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l‘avvenuta vaccinazione anti Covid-19. Ciò non è consentito dalle disposizioni dell’emergenza e dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il datore di lavoro non può considerare lecito il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione sulla base del consenso dei dipendenti, non potendo il consenso costituire in tal caso una valida condizione di liceità in ragione dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel contesto lavorativo (considerando 43 del Regolamento).

  1. Il datore di lavoro può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati?

Il medico competente non può comunicare al datore di lavoro i nominativi dei dipendenti vaccinati. Solo il medico competente può infatti trattare i dati sanitari dei lavoratori e tra questi, se del caso, le informazioni relative alla vaccinazione, nell’ambito della sorveglianza sanitaria e in sede di verifica dell’idoneità alla mansione specifica (artt. 25, 39, comma 5, e 41, comma 4, d.lgs. n. 81/2008).

Il datore di lavoro può invece acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica e le eventuali prescrizioni e/o limitazioni in essi riportati (es. art. 18 comma 1, lett. c), g) e bb) d.lgs. n. 81/2008).

  1. La vaccinazione anti covid-19 dei dipendenti può essere richiesta come condizione per l’accesso ai luoghi di lavoro e per lo svolgimento di determinate mansioni (ad es. in ambito sanitario)?

Nell’attesa di un intervento del legislatore nazionale che, nel quadro della situazione epidemiologica in atto e sulla base delle evidenze scientifiche, valuti se porre la vaccinazione anti Covid-19 come requisito per lo svolgimento di determinate professioni, attività lavorative e mansioni, allo stato, nei casi di esposizione diretta ad “agenti biologici” durante il lavoro, come nel contesto sanitario che comporta livelli di rischio elevati per i lavoratori e per i pazienti, trovano applicazione le “misure speciali di protezione” previste per taluni ambienti lavorativi (art. 279 nell’ambito del Titolo X del d.lgs. n. 81/2008).

In tale quadro solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario nazionale/locale e lo specifico contesto lavorativo e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie anche in merito all’efficacia e all’affidabilità medico-scientifica del vaccino, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti e, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell’idoneità alla mansione specifica.

Il datore di lavoro dovrà invece limitarsi ad attuare le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore (art. 279, 41 e 42 del d.lgs. n.81/2008).

Vedi anche le Faq formato vademecum.

(Fonte: Garante Privacy)

Anticipazione termine pagamento pensioni INPS presso le Poste Italiane

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È stata pubblicata sulla G.U. n. 40 del 17.2.2021, l’Ordinanza 12 febbraio 2021 con la quale è stata disposta l’ anticipazione del termine di pagamento delle pensioni INPS da parte delle Poste Italiane, sempre allo scopo di contenere il rischio di contagio da covid-19.

Nuove Competenze, 500 milioni di euro nel 2021: domande sino al 30 giugno

FiS e riforma ammortizzatori sociali, chiarimenti del Ministero

È stato pubblicato il Decreto 22 gennaio 2021 del Ministero del Lavoro di concerto con il MEF che, modificando il precedente Decreto 9 ottobre 2020, regola i termini e le modalità di accesso al Fondo Nuove Competenze istituito dal D.L. 19 maggio 2020 n. 34 (art. 88, comma 1), convertito con modificazioni in Legge 17 luglio 2020 n. 77 e successivamente integrato dal DECRETO-LEGGE 14 agosto 2020, n. 104.

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Nel rapporto di lavoro, informazioni omesse o solo parziali possono incidere in modo decisivo su assunzione, inquadramento, fiducia reciproca e responsabilità giuridiche. La gestione corretta di questi flussi informativi richiede attenzione a obblighi di buona fede, trasparenza e correttezza sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro. Un approccio strutturato, supportato da policy interne e formazione mirata, riduce i rischi di contenzioso e di rottura del rapporto fiduciario.