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Come ormai noto a tutti, è stato approvato ieri il DL Rilancio, che contiene misure a protezione delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie a seguito della grave crisi economica dovuta alla diffusione del coronavirus e per gettare altresì le basi della ripresa, come ha affermato il Ministro dell’Economia.

LE MISURE DEL DL RILANCIO NELLO SPECIFICO

Nello specifico il DL Rilancio prevede lo stanziamento di fondi per 55 miliardi destinati al mondo del lavoro per 25,6 miliardi ed in particolare al rinnovo degli ammortizzatori sociali e cioè cassa integrazione (ulteriori 9 settimane), fondi di integrazione salariale e bonus agli autonomi (di 600 erogato in via automatica e che potrà salire fino a 1000 euro), alle imprese per 16 miliardi (indennizzi a fondo perduto per piccole e medie imprese, taglio di tasse, fondo di emergenza per le imprese in crisi del settore agricolo e rinvio del pagamento dell’Irap di giugno), al turismo, alberghi e stabilimenti balneari per 4 miliardi, sospensione della prima rata dell’IMU e stop alla tassa per i tavolini all’aperto, al bonus per colf e badanti, alla sanità per 3,25 miliardi, e alle famiglie in difficoltà (reddito di emergenza), lo stanziamento di fondi per eco-bonus e sisma-bonus per lavori di ristrutturazione, impianti energetici e antisismici, alla ricerca e università per 1,4 miliardi (assunzione di 4000 ricercatori) ed infine la regolarizzazione dei migranti e l’emersione del lavoro nero per braccianti, colf e badanti (con esclusione di chi ha ricevuto condanne per capolarato o altri gravi reati e previsione di sanatoria penale emersione del lavoro nero). E su quest’ultimo punto, e cioè la regolarizzazione dei lavoratori del settore agricolo, colf e badanti, ci sarà tempo dal 1° giugno al 15 luglio per presentare la relativa istanza all’INPS se si tratta di lavoratori italiani, allo sportello unico per l’immigrazione se si tratta di lavoratori stranieri (con la condizione però che questi non siano foto-segnalati in Italia prima dell’8 marzo o abbiano fornito dichiarazione di presenza).

LE MISURE DEL DL RILANCIO PER LA REGOLARIZZAZIONE DEI MIGRANTI DEL SETTORE AGRICOLO E DOMESTICO

Nell’istanza dovranno essere indicati i seguenti dati: durata del contratto di lavoro, retribuzione concordata (che non dovrà essere inferiore a quella prevista nel CCNL). Inoltre, i migranti con permesso di soggiorno scaduto entro il 31.10.2019 e con impiego nel settore agricolo (agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca, acquacultura) o domestico, potranno fare una istanza in questura di un permesso temporaneo per la ricerca di una nuova occupazione della durata di sei mesi (convertibile in permesso di lavoro in caso di assunzione con contratto di lavoro subordinato) da presentare sempre nello stesso arco di tempo (1.6-15.7.2020).

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REGOLARIZZAZIONE: ONERI PER I DATORI DI LAVORO E PER I LAVORATORI

Per i datori di lavoro che effettueranno tale regolarizzazione con la sottoscrizione del contratto di soggiorno è previsto un contributo forfettario di 400 a copertura degli oneri connessi all’espletamento della procedura di emersione, oltre al pagamento in un’unica soluzione delle somme per la retribuzione, per i contributi e per il fisco (l’importo di quest’ultimo sarà indicato successivamente da un apposito decreto interministeriale).

Per i lavoratori il costo da sostenere per fare richiesta di permesso di soggiorno temporaneo è di circa 160 euro, di cui 30 per la spedizione dell’istanza.

SCUDO PENALE PER L’IMPIEGO DEI LAVORATORI IRREGOLARI: QUANDO SI APPLICA E QUANDO NO

Se la procedura di regolarizzazione dei lavoratori del settore agricolo e domestico va a buon fine il DL Rilancio prevede uno scudo penale in favore dei datori di lavoro, in pratica i procedimenti penali e amministrativi restano sospesi e poi se tutto va a buon fine si estinguono.

Tale sanatoria non sussiste invece per i datori di lavoro con procedimenti penali (o condanne negli ultimi cinque anni) per caporalato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, reclutamento di minori per attività illecite e riduzione in schiavitù.

I LAVORATORI STRANIERI NON AMMESSI ALLA REGOLARIZZAZIONE DEL DL RILANCIO

La sanatoria per la regolarizzazione prevista nel DL Rilancio non è applicabile agli stranieri che hanno avuto un provvedimento di espulsione, che risultino segnalati per terrorismo o che siano stati condannati per delitti contro la libertà personale, droga, favoreggiamento della prostituzione o considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

NOVITA’ PER I PERCETTORI DEL REDDITO DI CITTADINANZA, NASPI E DIS-COLL

Nel DL Rilancio sarà poi contenuta una norma per consentire a coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza, la Naspi, Dis-Coll, o ammortizzatori, di accettare proposte di lavoro in agricoltura senza perdere il diritto al beneficio economico.

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