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Vaccinazioni ai bimbi, sanzioni per i medici che le sconsigliano:

Sconsigliare le vaccinazioni potrebbe comportare anche la radiazione per il medico curante. È questa la regola contenuta nel documento sui vaccini presentato da Roberta Chersevani, Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCEO).

E di sanzioni disciplinari ai medici contrari alle vaccinazioni ci parla anche l’articolo pubblicato oggi (21.7.2016) dal Sole 24 Ore (Firma: Barbara Gobbi; Titolo: “Radiazione per i medici contrari alle vaccinazioni”) che vi proponiamo.

Ecco l’articolo.

Il medico che sconsiglia i vaccini commette un’«infrazione deontologica» e può incappare in sanzioni. «Che possono arrivare fino alla radiazione. Anzi, ci sono già provvedimenti disciplinari in corso». È tranchante la presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Roberta Chersevani, nel presentare il documento sui vaccini approvato all’unanimità dal suo Consiglio nazionale. Che prende nettamente posizione contro un «arretramento della cultura vaccinale in Italia», derivato – come ricordano i camici bianchi nel testo illustrato ieri a Roma – da un mix di irrazionalità diffusa, crisi di autorevolezza della classe medica, scarsa formazione alla scienza «che è tipica del nostro Paese» e dell’ancora più «tipico errore per cui di fronte a un rischio, per quanto altamente improbabile (la reazione da vaccino) si trascura un vantaggio certo (l’immunizzazione rispetto a una grave malattia)».

D’ora in poi la Federazione ammetterà che un collega sconsigli una vaccinazione «solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario». La guardia va tenuta alta, avvertono dunque i medici, perché «lo stato di salute della popolazione non è un dato definitivamente acquisito ma deve essere continuamente presidiato e difeso e ciò vale per ogni attentato che si voglia portare all’efficienza del Servizio sanitario nazionale».

Il contrattacco alle posizioni “antivax”, che i medici Fnom fanno proprio fino a minacciare la radiazione dall’albo dei “disubbidienti”, era stato già annunciato dal nuovo Piano nazionale vaccini, pronto per l’intesa in Stato-Regioni, che il ministero della Salute ha voluto includere nel Dpcm di revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Già nelle prime bozze del Piano – che amplia il calendario vaccinale fino a includere per un costo complessivo di 220 milioni di euro la profilassi anti papillomavirus per i maschi, l’anti pneumococco e l’anti meningococco – si ipotizzavano sanzioni disciplinari per i medici che scoraggiassero la vaccinazione. Perciò la ministra della Salute Beatrice Lorenzin plaude all’iniziativa della Federazione: «Ritengo estremamente importante il documento sulle vaccinazioni della Fnom – ha affermato dopo il question time di ieri alla Camera in cui ha annunciato il varo imminente dei nuovi Lea -. È una voce molto forte che riafferma la volontà di essere dalla parte dei bambini per sconfiggere una vera e propria piaga, per una paura medievale sulle vaccinazioni». E se il Piano vaccini è in arrivo, già alcune regioni hanno avviato un giro di vite. In Emilia Romagna, ad esempio, il rispetto dell’obbligo vaccinale diventerà presupposto per l’accesso ai nidi comunali. Una strategia ricordata dalla Fnom in una delle 15 proposte lanciate nel suo documento: sostenere le normative che riaffermino la necessità della vaccinazione, con provvedimenti che accertino il dissenso dei genitori, l’assunzione di responsabilità rispetto ai rischi dei figli, l’impossibilità dei bambini a frequentare la scuola durante le epidemie, la non iscrivibilità all’asilo nido ed eventualmente l’assicurazione contro danni da mancata vaccinazione. L’interventismo Fnomceo punta poi a coinvolgere tutte le parti in causa. Cittadini e decisori pubblici ma non solo: i medici d’Italia sollecitano «lo Stato e le aziende produttrici di vaccini a dare il massimo supporto alla ricerca». E ce n’è pure per la magistratura, che in non poche occasioni si è pronunciata sulla correlazione tra vaccinazioni e casi di autismo. «Di fronte al possibile ripetersi di sentenze che stabiliscono per giurisprudenza la correlazione tra vaccini e autismo fondate su singole attestazioni mediche – è la sollecitazione della Fnom – il ministero della Salute e le autorità competenti si presentino in giudizio in collaborazione con il Pubblico ministero per impugnare questi provvedimenti con effetto immediato fin dal primo grado di giudizio». Una posizione avallata da ultimo a giugno scorso dalla Cassazione, che si è rifatta proprio alla scienza nel bocciare con la sentenza 12427 l’ennesima richiesta di risarcimento per un caso di “autismo da vaccino”.

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