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Parametri forensi: emanato finalmente il Decreto

E’ di queste ore la notizia che il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha emanato in data odierna (10.3.2014) il Decreto Ministeriale contenente la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi relativi alla professione di avvocato, in attuazione della nuova legge professionale forense del 31.12.2012. Si legge nel comunicato stampa del ministro Orlando quanto segue: “L’emanazione del regolamento è il frutto di un costruttivo confronto con il Consiglio Nazionale Forense che, in particolare, ha visto recepire da parte del ministero la richiesta di una più precisa quantificazione delle spese generali e la valorizzazione di ogni specifica attività dell’avvocato, sia sotto il profilo giudiziale che sotto quello della composizione stragiudiziale delle controversie. Come ho annunciato nei positivi incontri che si sono tenuti nei giorni scorsi è mia intenzione promuovere un Tavolo di lavoro che affronti in modo organico il tema dell’essenziale ruolo dell’avvocatura nel sistema giustizia. Al contempo ribadisco l’intenzione di promuovere un serrato confronto tra tutti i soggetti della giurisdizione per quanto attiene la riforma del processo civile”.

Anche il CNF ha espresso grande soddisfazione per la firma del Decreto, confermando che il nuovo sistema, adottato con la recentissima Riforma della professione forense, porterà vantaggio ai cittadini, operatori e garantirà agli avvocati l’equità dei compensi proprio grazie alla trasparenza e immediatezza delle sue norme.

Finalmente, con il nuovo decreto, verranno aggiornati i parametri forensi, vale a dire i valori di riferimento per la liquidazione – da parte dei magistrati – dei compensi agli avvocati o per la loro quantificazione in caso di disaccordo tra legale e cliente.

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Si legge nel comunicato stampa del CNF che “Il decreto, in attuazione della legge professionale forense, conferma in massima parte la proposta avanzata ai termini di legge dal Consiglio Nazionale Forense nel maggio 2013. E finalmente archivia il decreto ministeriale 140/2014, che non solo aveva perpetrato una riduzione consistente dei valori medi, già fermi al 2004, con violazione del principio della dignità dei compensi; ma non garantiva neanche quella completezza e semplicità di lettura che il mercato richiede“. Il CNF, inoltre, ha accolto positivamente la dichiarazione rilasciata dal Ministro Orlando sulla fatto che questi avrebbe accolto richieste di modifica da parte del CNF come “una più precisa quantificazione delle spese generali e la valorizzazione di ogni specifica attività dell’avvocato, sia sotto il profilo giudiziale che sotto quello della composizione stragiudiziale delle controversie”. Il nuovo sistema progettato dal CNF e confermato dal Ministero, si legge ancora nel comunicato stampa del CNF, “garantisce la prevedibilità dei costi legali, in modo che cittadini e imprese possano valutare economicamente i costi/benefici della prestazione professionale. Il risultato raggiunto, come sottolinea lo stesso Ministero, è in linea con la legislazione comunitaria e non intralcia, anzi favorisce, il “corretto funzionamento concorrenziale del mercato senza incidere negativamente sulla competitività del Paese”. Il primo criterio infatti per la determinazione del compenso a fronte di servizi legali sarà sempre pattuito liberamente tra avvocato e cliente.

È stato raggiunto un importante traguardo che riporterà l’equità e la correttezza che si erano persi con il Decreto 140/2012 e con l’ingiustificato e sistematico abbattimento dei compensi che il Decreto stesso aveva portato con sè, mortificando in tale modo il valore della prestazione professionale degli avvocati.

Sinteticamente il Decreto oggi sottoscritto si compone come segue: parte normativa: materia civile, penale e stragiudiziale; tabelle parametriche: una per il civile corrispondente al tipo di procedimento/giudizio (comprese la materia stragiudiziale, la mediazione, le procedure concorsuali, quelle arbitrali, i processi amministrativi e tributari, i processi davanti alle giurisdizioni superiori) e una per le questioni in materia penale. Ciascuna tabella parametrica è poi divisa per fasi (da quella di studio a quella decisionale). Al suo interno i parametri sono indicati con una somma fissa che il Magistrato potrà innalzare fino all’ 80% o ridurre fino al 50% con onere però di motivare l’eventuale scostamento.

Infine, differentemente da quanto previsto dal D.M. 140/2012, gli scaglioni di valore saranno corrispondenti a quelli stabiliti dal Ministero della Giustizia per la determinazione del contributo unificato.

 

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