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Giovedì 25 aprile Venezia è diventata la prima città al mondo a far scattare l’annunciato  sistema di pagamento per i turisti. Per poter entrare in laguna e visitare la “città più inverosimile”, secondo la definizione dello scrittore Thomas Mann, bisogna acquistare un ticket di 5 euro. L’obiettivo di questa misura è di ridurre il più possibile l’affollamento sui canali. 

Eppure a vari veneziani la novità del pedaggio per turisti e non residenti – solo per alcuni giorni all’anno, 29 in tutto, e con molte eccezioni nelle quali si può rientrare – non piace affatto. La tariffa ha suscitato le proteste, spiega Reuters, di chi sostiene di “non voler vivere in un parco a tema“. Arrivando in città col treno, subito fuori dalla stazione ferroviaria si trovano cartelli che avvisano i visitatori del necessario pagamento di 5 euro. Gli steward forniscono spiegazioni e invitano a saldare il conto o a verificare se si appartiene a categorie esentabili da ticket, prima di imboccare le calli, i ponti e i campi di Venezia.

Venezia divisa sul ticket

Simone Venturini, consigliere comunale responsabile per il turismo e la coesione sociale, afferma che il progetto aiuterebbe la città a trovare “un nuovo equilibrio” tra residenti e turisti. “Siamo contrari a questa misura perché non farà nulla per fermare l’overtourism“, ribatte Cristina Romieri, residente a Venezia. “Si tratta di un regolamento così complesso e con così tante eccezioni che sarà anche difficile applicarlo“.

Giovanni Andrea Martini, esponente del gruppo di opposizione in Comune che si è unito alle proteste dei residenti, parla, sempre alla Reuters, di “un giorno triste perché Venezia sta diventando un museo, un parco a tema“. Con striscioni con la scritta “No al biglietto per il Veneto“, e al grido “Qui viviamo e qui restiamo“, alcune centinaia di persone hanno marciato pacificamente il 25 aprile per esprimere la loro opposizione alla nuova misura. Il 25 aprile, festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo, è stato il primo dei 29 giorni quest’anno nei quali sarà necessario acquistare il biglietto per accedere alla città lagunare dalle 8.30 alle 16.30.

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Come funziona il sistema

La prenotazione si effettua online ma c’è anche uno stand a disposizione per chi non dispone di smartphone. Malgrado non ci siano tornelli alle porte di Venezia, gli ispettori effettueranno controlli a campione e commineranno multe dai 50 ai 300 euro a chiunque non si registri. “Considero Venezia la città più bella del mondo e quindi privare una persona con un budget basso della possibilità di venire qui per un’ora o due per godersi questa città è sicuramente un peccato per questi turisti” è il commento di Gabriella Pappada, giunta in laguna da Lecce.

Le esenzioni dal biglietto

Si calcola che siano state circa 20 milioni le persone che hanno visitato Venezia l’anno scorso. La metà ha pernottato in hotel o case vacanza. Oggi a Venezia vivono come residenti appena 49mila cittadini. Tornando al biglietto d’ingresso in città, le persone con prenotazione alberghiera e i visitatori di età inferiore a 14 anni non devono pagare la quota di 5 euro ma devono comunque registrarsi preventivamente.

Sono esenti i residenti, gli studenti e i lavoratori. Venezia è scampata per un pelo all’inserimento nella lista del “Patrimonio mondiale in pericolo” dell’Unesco lo scorso anno. Si tratta di un ecosistema urbano delicatissimo, costantemente sull’orlo di essere sopraffatto dal turismo di massa. Che non significa soltanto apporto di ricchezza, bensì anche produzione di rifiuti e di sporcizia, logoramento della preziosa e fragile viabilità cittadina. L’introduzione del ticket d’ingresso non è l’unica misura volta a proteggere Venezia. Dal 2021 è vietato il transito fin sul Canal Grande di fronte a San Marco delle navi da crociera che devono attraccare e ‘scaricare’ i turisti a Chioggia o a Porto Marghera.

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