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Gestione della certificazione di malattia:

L’INPS, con il Messaggio n. 4752 del 13 luglio 2015, ha fornito istruzioni operative e nuove funzionalità a disposizione dei medici delle Strutture territoriali circa la gestione della certificazione della malattia.

Al riguardo si legge quanto segue nelle premesse del Messaggio n. 4752/2015.

A seguito del processo di graduale telematizzazione del certificato medico di malattia (descritto nelle circolari n. 60 del 2010 e n. 113 del 2013), l’Istituto riceve, come è noto, attualmente le suddette certificazioni, attestanti lo stato di temporanea incapacità al lavoro dei lavoratori dei settori pubblico e privato, attraverso il Sistema di accoglienza centrale (SAC).

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I certificati dei soli lavoratori del settore privato, aventi diritto all’indennità di malattia, vengono conseguentemente messi a disposizione delle Strutture territoriali competenti sulla base della residenza del lavoratore, registrati negli archivi locali gestionali della certificazione di malattia e resi fruibili per le attività previste dagli specifici flussi di processo.

In particolare, nella procedura di gestione della certificazione di malattia – flusso “certificati ricevuti via internet” – sono state predisposte funzioni per i medici dell’Istituto tenuti ad esaminare e valutare giornalmente i certificati pervenuti per provvedere a tutte le attività connesse – specificate tra l’altro  nelle circolari n. 120/2004 e n. 87/2008 – ivi compresa la gestione delle visite mediche di controllo.

In un primo momento, a seguito della predisposizione di uno specifico format per la trasmissione del certificato telematico, si è ritenuto possibile procedere ad una semplificazione dell’interfaccia della procedura a disposizione dei medici Inps nella convinzione alla luce del superamento di alcune anomalie certificative proprie della compilazione cartacea.

Pertanto, il medico della Struttura territoriale visualizzava le sole anomalie  di tipo “5” (diagnosi non comprovante l’incapacità temporanea al lavoro) e “A” (anomalia generica con l’obbligo di precisare l’anomalia nella lettera generata dalla procedura).

In realtà, dall’osservazione dei dati inseriti nei certificati telematici, è emerso che  persiste da parte di alcuni medici curanti l’abitudine di non valorizzare correttamente il campo note di diagnosi con l’inserimento di una diagnosi comprensibile (nel falso convincimento di preservare la privacy dei propri assistiti) bensì di alcuni caratteri “non senso” che, tuttavia, consentono comunque il soddisfacimento dei requisiti informatici per l’invio del certificato.

Si rinvia per il resto delle informazioni al testo del Messaggio n. 4752/2015 pubblicato unitamente al presente articolo.

(Fonte: INPS)

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