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Rinnovo CCNL operai agricoli e florovivaisti:

Lo scorso 22 ottobre 2014 è stato sottoscritto il verbale di accordo per il rinnovo del CCNL degli operai agricoli e florovivaisti relativo al quadriennio 2014-2017.

I punti essenziali dell’accordo di rinnovo, di cui al comunicato della Confagricoltura, sono i seguenti:

  • aumento retributivo: è stato concordato un aumento retributivo del 3,9% diviso in due tranche. La prima del 2,1% da corrispondersi il 1° novembre 2014 e la seconda dell’1,8% da corrispondersi il 1° maggio 2015. (in pratica, su una retribuzione media di euro 1.300 si avrà un aumento di circa 50 euro per 14 mensilità) L’aumento non sarà retroattivo e non è stata riconosciuta alcuna “una tantum” per i periodi di carenza;
  • assetti contrattuali: sono stati confermati i precedenti assetti della contrattazione collettiva agricola, caratterizzati da un’ampia autonomia negoziale del II livello di contrattazione (provinciale);
  • orario di lavoro: è stata estesa la possibilità di utilizzare l’orario modulare o multi periodale, ossia quella forma di orario flessibile che consente in certi periodi dell’anno di superare l’orario ordinario senza corresponsione di maggiorazioni. Il tetto annuo delle ore utilizzabili sarà elevato da 75 a 85;
  • straordinario: è stata ampliata la possibilità di ricorrere al lavoro straordinario, attraverso l’elevazione dei limiti giornalieri (da 2 a 3 ore), settimanali (da 12 a 18 ore) e annuali (da 250 a 30 ore);
  • premio di produzione: sono state definite le linee guida per favorire l’erogazione a livello territoriale di elementi retributivi legati all’aumento della produttività, dell’efficienza, della qualità del lavoro;
  • rappresentanza: le parti si sono impegnate a definire i criteri di rappresentatività delle organizzazioni sindacali abilitate a stipulare i contratti collettivi.

La Confagricoltura, inoltre, informa che “sono state respinte alcune richieste pressanti da parte dei sindacati, contenute nella piattaforma, riguardanti argomenti che avrebbero potuto incidere negativamente sull’attività imprenditoriale, quali quelle relative all’obbligo di riassunzione, alla limitazione dei contratti di appalto, all’ampliamento delle assemblee sindacali in azienda, alla revisione del periodo di comporto”. (Fonte: Confagricoltura)

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