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Nuovo Codice Deontologico Forense: Il nuovo Codice Deontologico, approvato dal Consiglio Nazionale Forense e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ha introdotto cambiamenti molto importanti per coloro che esercitano la professione forense.

Alla luce di tali norme, infatti, l’avvocato avrà il dovere di:

  • informare sempre il cliente sui prevedibili costi del contenzioso;

  • informare il cliente sulla durata ipotizzabile del processo

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  • fornire per iscritto le suddette informazioni in caso di espressa richiesta del cliente;

  • rilasciare la fattura per ogni pagamento effettuato dal cliente: in mancanza, il cliente potrà rivolgersi all’Ordine di appartenenza del legale il quale rischia, come sanzione, la sospensione fino ad un anno dalla professione;

  • indicare al cliente il numero di polizza assicurativa.

Appare evidente quindi che il fine perseguito dal nuovo Codice è quello di rendere la professione forense più trasparente e più orientata all’assistenza del cliente, il quale avrà maggiore possibilità di controllo sull’operato del legale cui si è rivolto e avrà altresì la possibilità di confrontare diversi preventivi prima di scegliere quello per lui più conveniente.

Il nuovo Codice inoltre, sempre al fine di riqualificare la professione forense, ha introdotto i seguenti divieti per l’avvocato:

  • divieto di patto di quota lite;

  • divieto di fornire al cliente informazioni comparative rispetto ad altri avvocati;

  • divieto di fornire al cliente informazioni ingannevoli o fuorvianti.

Per quanto riguarda invece la pubblicità, sono state introdotte nel Codice regole molto severe sulla questione dell’autopromozione on line, e pertanto i siti degli avvocati:

  • non possono contenere link ad altri siti;

  • non possono contenere riferimenti commerciali o pubblicitari

  • non potrranno essere usate forme di comunicazione “aggressiva” per conquistare nuova clientela.

Appare evidente quindi che il Consiglio Nazionale Forense nello stilare il nuovo Codice Deontologico abbia cercato di dare una stretta al comportamento quei professionisti non in linea con il fine sociale della professione forense.

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