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Lavoratori stagionali: migliorano le condizioni

Ogni anno più di 100.000 lavoratori arrivano in Europa per lavorare in quei settori che abbisognano di manodopera stagionale come il settore dell’agricoltura e del turismo. Lo scorso mercoledì 5 febbraio, il Parlamento di Strasburgo ha votato le prime norme dell’UE in materia di lavoratori stagionali non europei che mirano a porre fine allo sfruttamento dei lavoratori stagionali e a stabilire dignitose condizioni di lavoro per i lavoratori migranti.

Grazie alle legge, approvata il 5 febbraio scorso dal Parlamento, i lavoratori stagionali provenienti da paesi terzi potranno usufruire di migliori condizioni di vita e di lavoro, ivi incluso un alloggio adeguato e un limite all’orario di lavoro.

Per la prima volta l’Unione Europea si è occupata di questa categoria di lavoratori e con la nuova normativa mira a porre fine allo sfruttamento umano e ad impedire che i permessi di soggiorno temporanei diventino permanenti.

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La nuova normativa, approvata con 498 voti favorevoli, 56 voti contrari e 68 astenuti, non pergiudica naturalmente il diritto degli Stati membri di stabilire preventivamente quanti lavoratori stagionali ammettere sul loro territorio. Infatti, ogni Stato membro fisserà una durata massima di permenenza sul loro territorio dei lavoratori stagionali che andrà tra i 5 e i 9 mesi su un periodo di 12 mesi. I lavoratori stagionali, nel limite di tale limite temporale potranno estendere i loro contratti o cambiare datore di lavoro.

Come ha dichiarato il relatore di questa legge, Claude Moraes, nel dibattito che ha preceduto il voto, con questa nuove regole si è cercato di “inviare un messaggio ai datori di lavoro cattivi che è necessario disporre di norme minime a tutela dei lavoratori stagionali. Non si tratta di diritti solo sulla carta, essi permetto effettivamente una certa flessibilità, essenziale perchè i lavoratori non siano trattati alla stregua di merce, ma come esseri umani“. Claude Moraes poi ha aggiunto che dopo il Trattato di Lisbona questo è il primo dossier sull’immigrazione legale “e dovremmo esserne orgogliosi, perchè – anche se non può ovviare a tutti i problemi dei lavoratori stagionali vulnerabili e allo sfruttamento cui assistiamo in continuazione nell’intera UE – siamo riusciti a infrangere una barriera con un grande consenso“.

Contratto di lavoro e alloggio adeguato

Qualsiasi richiesta di soggiorno sul territorio comunitario in qualità di lavoratore stagionale dovrà includere un contratto di lavoro o un’offerta vincolante di lavoro, che indichi – tra l’altro – l’orario di lavoro e la retribuzione. Inoltre – su richiesta dei deputati europei – la domanda dovrà essere accompagnata dalla prova che il lavoratore stagionale disporrà di un adeguato alloggio. Se questo sarà fornito dal datore di lavoro, l’affitto non potrà essere eccessivo o non essere detratto automaticamente dallo stipendio del lavoratore.

Parità di trattamento

I lavoratori stagionali extracomunitari – sancisce la normativa – avranno gli stessi diritti che spettano ai cittadini dell’Unione Europea per quanto concerne:

  • l’età minima lavorativa;

  • la retribuzione;

  • il licenziamento;

  • l’orario di lavoro,

  • le ferie

  • la copertura sanitaria;

  • i requisiti di sicurezza.

Tali lavoratori inoltre avranno altresì il diritto di;

  • iscriversi al sindacato;

  • aver accesso alla sicurezza sociale;

  • alla pensione;

  • alla formazione;

  • alla consulenza sul lavoro stagionale offerto dagli uffici di collocamento e da altri servizi pubblici (tranne che nell’edilizia residenziale pubblica).

La nuova normativa inoltre prevede una agevolazione per quei lavoratori stagionali extracomunitari che rientrano più volte nel medesimo Stato membro.

Sanzioni

Nel caso in cui i datori di lavoro non rispettassero gli obblighi cui sono tenuti, andranno incontro a sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive”, incluso l’obbligo di risarcimento al lavoratore stazionale in questione. Stessa sorte per i subappaltatori che non rispettassero la normativa. Tra le varie sanzioni previste, potrebbe essere imposto ai datori di lavoro la sanzione del divieto di impiegare nel futuro lavoratori stagionali.

Procedure più rapide per il reingresso

Le nuova normativa semplificherà e renderà più rapida la procedura che consente ai lavoratori stagionali extracomunitari di rientrare nuovamente nell’Unione Europea per lavori stagionali, proprio grazie allo snellimento delle pratiche burocratiche per il ritorno dei candidati, dando loro la priorità per l’ammissione o tramite il rilascio di diversi permessi di lavoro stagionale in un unico atto amministrativo.

Tempistica

Gli Stati membri avranno due anni e messo per trasporre le nuovo regole nell’ordinamento giuridico interno.

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