La figura dell’artista solitario e ispirato è frutto di una lunga costruzione culturale che ha oscurato il ruolo delle botteghe e del lavoro collettivo. Dalle Vite vasariane al mercato contemporaneo, l’autografia individuale è diventata un valore simbolico ed economico, mentre la pratica continua a essere spesso collaborativa. L’articolo ripercorre le tappe principali di questo passaggio, tra narrazioni, strategie di autorappresentazione e persistenze della logica di bottega.