L’articolo 3, comma 3, riconosce a questi lavoratori la possibilità di assentarsi dal lavoro fino a due anni, anche non consecutivi, ricevendo un’indennità sostitutiva del salario. Questo permette di conciliare le esigenze assistenziali con la tutela economica, evitando situazioni di svantaggio.
Il calcolo dell’indennità si basa sull’ultima retribuzione base percepita, prendendo in considerazione solo le voci fisse e continuative della busta paga. Sono escluse quindi tutte le componenti variabili come straordinari, premi di produzione, indennità di trasferta, lavoro notturno o festivo, e persino eventuali quote di tredicesima o quattordicesima non considerate parte della retribuzione fissa. In altre parole, ciò che entra nel conteggio è ciò che il lavoratore percepisce regolarmente e in modo stabile, garantendo una copertura vicina al normale stipendio pur con alcune limitazioni.
Importi massimi e contribuzione figurativa
Per il 2026 l’importo massimo annuo dell’indennità sostitutiva del congedo straordinario è stato aggiornato dall’INPS alla luce dell’inflazione. La circolare n. 6 del 30 gennaio 2026 stabilisce che il limite complessivo è pari a 57.837 euro, di cui circa 43.380 euro rappresentano l’indennità diretta e circa 14.460 euro il costo della contribuzione figurativa. Quest’ultima consente di far valere il periodo di assenza anche ai fini previdenziali, come se il lavoratore avesse continuato a versare regolarmente i contributi.
Il massimale significa che, anche se la retribuzione base del lavoratore fosse superiore, l’indennità durante il congedo non potrà superare questa soglia. In questo modo si garantisce un equilibrio tra tutela del reddito e sostenibilità del sistema, senza penalizzare chi deve assentarsi per assistere un familiare.
Cosa si perde durante il congedo
È importante ricordare che, durante il periodo di congedo straordinario, non maturano ferie, tredicesima e quattordicesima, e il periodo non viene computato ai fini del trattamento di fine rapporto. Chi riceve straordinari, indennità per turni o trasferte può quindi percepire un importo leggermente inferiore rispetto alla normale busta paga completa. Tuttavia, la protezione economica resta consistente, con una copertura vicina al 100% dello stipendio base.

Il congedo straordinario è pensato per supportare i lavoratori nelle situazioni più critiche, quando l’assistenza a un familiare con disabilità grave richiede una presenza costante. Pur con le rinunce a certe voci variabili dello stipendio, l’indennità e la contribuzione figurativa consentono di mantenere la continuità reddituale e previdenziale, senza compromettere i diritti maturati.
Il congedo straordinario 104/1992 nel 2026 permette di assistere un familiare senza subire un danno economico rilevante, garantendo fino a 43.000 euro di stipendio annuo indennizzato, oltre alla copertura figurativa, con limiti chiari ma sufficienti a proteggere la stabilità economica del lavoratore.





