Questo articolo esplora l’evoluzione dei contratti dal diritto antico, esaminando l’importanza della fiducia, esempi di contratti famosi e l’influenza duratura del diritto romano. Illustra inoltre la transizione dai patti alle leggi scritte e le differenze tra diritto consuetudinario e scritto.
Dalle promesse agli accordi scritti
Nell’ambito del diritto antico, l’evoluzione dei contratti ha una storia affascinante e ricca.
Inizialmente, gli accordi si basavano principalmente su promesse verbali, spesso sancite da semplici strette di mano.
Questi patti erano sostenuti dalla credenza condivisa e dalla fiducia reciproca all’interno delle comunità.
Solo con il passare del tempo, si è passato da queste forme di impegno informale a strutture più formalizzate e riconosciute.
La necessità di documentare accordi complessi portò alla nascita dei primi accordi scritti, che non solo definivano chiaramente le obbligazioni di ciascuna parte, ma fornivano anche una prova tangibile in caso di disputa.
Le tavolette di argilla in Mesopotamia e i papiri nell’antico Egitto rappresentano alcune delle prime testimonianze di contratti scritti che hanno segnato l’inizio della formalizzazione legale delle obbligazioni.

Importanza della fiducia nei contratti
Nell’antichità, la fiducia era la colonna portante dei contratti.
Prima della diffusione della scrittura e di un sistema legale strutturato, la parola data era considerata sacra.
I contratti venivano siglati in contesti religiosi o dinanzi a testimoni socialmente autorevoli per rafforzare la loro affidabilità.
Questa dipendenza dalla fiducia personale è evidente in molte culture antiche dove il fallimento nel mantenere una promessa non implicava solo una rottura legale, ma anche una disonorabilità sociale e spirituale.
Le società più antiche svilupparono quindi riti e simboli specifici che accompagnavano i patti, come lo scambio di doni o la celebrazione di sacrifici rituali, per potenziare la serietà degli impegni presi.
Questa centralità della fiducia continua a influenzare anche gli accordi moderni, dove la buona fede rimane un principio fondamentale.
Esempi di contratti famosi nell’antichità
Nel corso della storia antica, alcuni contratti hanno acquisito particolare notorietà.
Uno degli esempi più emblematici è il ‘Codice di Hammurabi’, un complesso sistema di leggi scritto nella Babilonia del XVIII secolo a.C., che include dettagliati accordi commerciali e matrimonials.
Un altro esempio significativo si trova nell’Egitto faraonico: i contratti matrimoniali, esistenti già 2000 anni prima di Cristo, documentano distribuzioni patrimoniali e diritti coniugali.
Nell’antica Grecia, i contratti tra città-stato, come i trattati di pace, influenzavano non solo le aree legali, ma anche politiche e sociali.
Questi documenti non solo regolavano le immediati obbligazioni reciproche, ma spesso venivano incisi su bronzo o pietra come dichiarazioni pubbliche e durature dell’accordo.
Il passaggio dai patti alle leggi
Il progresso dai semplici patti tra individui verso un sistema di leggi formalizzate rappresenta un cambiamento fondamentale nelle società antiche.
Questo passaggio avvenne parallelamente al consolidamento delle prime città-stato, che necessitavano di normative per gestire relazioni più complesse sia tra cittadini che con l’esterno.
Il concetto di legge, basato su principi etici e religiosi, iniziò a emergere, creando così un corpus di norme che regolavano ogni aspetto della vita pubblica e privata.
La codificazione delle leggi forniva una coerenza giuridica e rendeva i diritti e i doveri più trasparenti e prevedibili.
In Cina, ad esempio, la dinastia Zhou implementò il sistema di leggi per sostituire gli accordi tribali e migliorare il controllo amministrativo su vaste popolazioni.
Differenze tra diritto consuetudinario e scritto
Il diritto consuetudinario e quello scritto coesistevano spesso, ma presentavano notevoli differenze.
Il diritto consuetudinario si sviluppava gradualmente e veniva mantenuto attraverso le tradizioni orali, adattandosi flessibilmente al cambiamento delle circostanze sociali.
Al contrario, il diritto scritto rappresentava un sistema deliberato, documentato e generalmente meno incline a interpretazioni soggettive.
La differenza fondamentale tra questi due era la loro origine e applicazione: mentre il diritto consuetudinario veniva spontaneamente accettato e trasmesso di generazione in generazione, il diritto scritto richiedeva un’autorità riconosciuta che legittimasse le sue norme.
Gli antichi Greci e Romani usavano il diritto scritto per questioni statali e internazionali, mentre i diritti familiari o le piccole dispute locali potevano essere risolti seguendo costumi e riti.
Influenza del diritto romano nei contratti
La struttura dei contratti moderni deve molto alle innovazioni del diritto romano.
I Romani perfezionarono l’arte dei contratti come strumenti giuridici, sviluppando concetti di gran lunga più avanzati rispetto alle epoche precedenti.
Con la loro attenzione ai dettagli e alla logica legale, crearono un sistema di contratti che copriva ogni aspetto dell’interazione commerciale e personale, un lascito che influisce tutt’oggi.
Introduzioni come il ‘contratto di locatio conductio’, l’equivalente dell’odierno contratto di locazione, e la formalizzazione dei contratti gratuiti e onerosi hanno costituito la base per future regolamentazioni.
Il diritto romano, con il suo sistema di contratti tipizzati, semplificò transazioni di ogni genere e offrì strumenti legali che furono adottati dai sistemi giuridici successivi, lasciando una chiara impronta sul diritto civile contemporaneo.





