I proprietari di impianti fotovoltaici domestici devono prestare particolare attenzione alla dichiarazione dei proventi percepiti dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), soprattutto dopo l’introduzione della trasmissione automatica dei dati all’Agenzia delle Entrate.
Regimi fiscali differenti: SSP e RID
Il trattamento fiscale varia in base al tipo di contratto attivo. Nel regime di Scambio sul Posto (SSP), i contributi in conto scambio rappresentano un rimborso parziale delle bollette e non sono tassabili, mentre le eccedenze di energia immesse in rete e liquidate dal GSE costituiscono un reddito imponibile, classificabile come reddito diverso derivante da attività commerciale occasionale.

Diversamente, nel regime di Ritiro Dedicato (RID), tutti i proventi derivanti dalla vendita dell’energia sono tassabili e vanno indicati integralmente nella dichiarazione dei redditi.
Per evitare errori, è fondamentale verificare annualmente la corretta tipologia di contratto, la presenza di eventuali eccedenze liquidate, gli importi accreditati e che i dati siano riportati correttamente nella dichiarazione precompilata. In caso di dubbi, il supporto di un commercialista può essere prezioso per classificare correttamente i proventi e rispettare le norme fiscali. Le somme tassabili vanno inserite come Redditi Diversi nel Modello 730 (Quadro D, rigo D5, Codice 1) o nel Modello Redditi PF (Quadro RL, rigo RL14), con tassazione IRPEF in base allo scaglione di reddito ordinario.
Controllo automatico e adempimenti
Il nuovo meccanismo di comunicazione automatica si applica ai dati relativi all’anno d’imposta 2024 per le persone fisiche e dal 2025 per i condomini, garantendo che le eccedenze SSP e i proventi RID siano inclusi direttamente nella dichiarazione precompilata. Questo sistema semplifica l’adempimento, ma aumenta anche l’importanza di un controllo accurato dei dati riportati dal GSE, evitando possibili contestazioni fiscali.
Chi possiede un impianto fotovoltaico domestico deve monitorare attentamente il proprio contratto, distinguere correttamente i diversi tipi di proventi e assicurarsi che i dati comunicati dal GSE siano coerenti con la dichiarazione dei redditi. L’intervento di un commercialista permette di compilare correttamente il quadro fiscale, evitare sanzioni e ottimizzare la gestione fiscale dei guadagni derivanti dall’energia solare.





