Tre soglie di età, in particolare, meritano attenzione: 60, 63 e 64 anni, ciascuna legata a strumenti previdenziali differenti e destinati a categorie di lavoratori specifiche.

La prima soglia, 60 anni, riguarda principalmente l’Isopensione, misura dedicata ai lavoratori delle aziende che, attraverso accordi sindacali e ministeriali, possono anticipare il pensionamento. Introdotta con maggiore flessibilità dal 2018, permette di uscire fino a sette anni prima della pensione di vecchiaia o della pensione anticipata ordinaria. Attualmente, senza proroghe, il vantaggio sarebbe destinato a ridursi a quattro anni, ma le indicazioni del governo puntano a confermare il margine esteso fino al 2029, mantenendo così la possibilità di pensionamento anticipato già a partire da 60 anni e un mese per chi rientra nelle condizioni previste. L’Isopensione rimane interamente a carico dell’azienda, il che la distingue da altre forme di uscita previdenziale.

Ape sociale e pensione contributiva a 64 anni

A 63 anni e 5 mesi entra in gioco l’Ape sociale, misura che continua a rappresentare uno strumento importante per invalidi, caregiver, disoccupati e lavoratori impiegati in mansioni gravose.

Pensioni, le tre soglie – Dirittolavoro.it

La proroga della misura fino al 31 dicembre 2026 ha garantito la continuità, ma le aspettative per il 2027 prevedono il mantenimento di questo canale agevolato di uscita dal lavoro. I requisiti contributivi variano tra 30 e 36 anni, a seconda della categoria, mentre l’età minima resta fissata a 63 anni e 5 mesi. L’Ape sociale, quindi, rimane un punto di riferimento per chi cerca un’alternativa alla pensione ordinaria.

La soglia dei 64 anni segna un cambiamento rilevante. La pensione anticipata contributiva, oggi riservata ai contributivi puri, potrebbe essere estesa a tutti i lavoratori, compresi coloro che hanno versato contributi prima del 1996. Questa forma di pensionamento richiede almeno 20 anni di contributi e comporta un ricalcolo integrale contributivo, con conseguente riduzione dell’assegno rispetto al sistema misto tradizionale. Rimangono invariati i requisiti economici: la pensione deve superare determinati multipli dell’assegno sociale, differenziati in base al genere e al numero di figli.

Queste tre soglie delineano dunque un quadro articolato, che combina misure storiche con possibilità di novità concrete per il 2027. L’Ape sociale e l’Isopensione offrono strumenti mirati per categorie specifiche, mentre l’estensione della pensione contributiva anticipata a 64 anni potrebbe rappresentare una svolta per tutti i lavoratori. Nel contesto della prossima legge di Bilancio, questi strumenti diventeranno centrali nel dibattito politico e nella memoria elettorale, influenzando scelte e decisioni degli italiani in uscita dal mondo del lavoro.