La novità arriva con il quarto decreto accise (Dl 89/2026), che sposta la data limite dal 30 giugno al 20 luglio, garantendo venti giorni in più per organizzare i calcoli e i versamenti senza incorrere in sanzioni.

Il rinvio non è casuale: il legislatore ha voluto permettere agli studi professionali di familiarizzare con il nuovo software di calcolo “Il tuo Isa Cpb 2026”, introdotto per gestire le dichiarazioni dei redditi relative all’anno fiscale 2025. Il presidente dei commercialisti italiani, Elbano de Nuccio, ha espresso soddisfazione per il risultato, evidenziando come il tempo aggiuntivo aiuti a garantire una corretta compilazione e un’efficiente gestione dei pagamenti.

Software, soglie e norme tecniche

Il cuore della riforma è la tecnologia: il programma informatico sviluppato da Sogei permette di calcolare automaticamente imposte e acconti, tenendo conto delle nuove soglie fissate dalla legge (35% e 30%). La piattaforma è stata aggiornata per integrare le modifiche legislative e la clausola di salvaguardia, che consente opzioni agevolate solo in caso di inflazione superiore al 5%. Al momento, le previsioni indicano valori molto più contenuti, rendendo la proroga un vantaggio concreto per contribuenti e professionisti.

Imposte 2026, il Fisco cambia le date – Diritto-lavoro.it

In totale, due milioni e mezzo di imprese e professionisti devono decidere se aderire al patto biennale con il Fisco, una scelta che ora ha tempi più ampi grazie allo slittamento della scadenza dal 30 settembre al 2 novembre. Il termine naturale del 31 ottobre, cadendo di sabato, viene automaticamente posticipato al lunedì successivo.

Caro energia e pagamenti ad agosto

L’ulteriore slittamento fino al 20 agosto tutela le attività in difficoltà, in particolare quelle colpite dal caro energia e dall’aumento dei carburanti. Tuttavia, chi sceglie di pagare più tardi affronta una maggiorazione dello 0,8%, superiore al vecchio limite dello 0,4%. Ad esempio, un debito di 1.000 euro comporta un incremento di 8 euro invece di 4 euro, aumentando il costo per chi dilata i versamenti.

Le imprese possono comunque compensare le maggiorazioni utilizzando i crediti d’imposta, riducendo l’impatto sui flussi di cassa. L’attenzione dello Stato si concentra su settori strategici come autotrasporto e agricoltura, ma la proroga è valida per un ampio spettro di professionisti.

Rottamazione e scadenze fisse

Parallelamente, restano invariate le scadenze per la rottamazione quinquies, che riguarda quasi due milioni di contribuenti. La prima rata o l’unica rata deve essere saldata entro il 31 luglio, con tolleranza di cinque giorni. Chi paga in un’unica soluzione ha tempo fino al 5 agosto. L’agenzia delle Entrate Riscossione invierà il prospetto definitivo entro il 30 giugno, confermando le date e facilitando la pianificazione dei pagamenti.

Il 2026 porta con sé più tempo e maggiore flessibilità, ma anche costi da considerare per chi posticipa i versamenti. Professionisti e partite IVA devono valutare attentamente la strategia di pagamento per ottimizzare le proprie risorse e rispettare le nuove regole fiscali.