Questo articolo esplora i diritti dei lavoratori durante i periodi di malattia, analizzando la protezione giuridica, l’indennità economica e il ruolo dei sindacati nel garantire queste tutele. Vengono forniti consigli su come affrontare eventuali licenziamenti abusivi.
Protezione giuridica del lavoratore malato
La protezione giuridica offerta ai lavoratori durante la malattia è un pilastro fondamentale nel sistema legislativo di molti paesi.
In Italia, ad esempio, il Codice Civile e vari contratti collettivi di lavoro stabiliscono i diritti e le tutele per coloro che affrontano problemi di salute.
Queste normative impediscono alle aziende di sfruttare la vulnerabilità del lavoratore malato, garantendo rispetto e dignità nella gestione del periodo di assenza per motivi sanitari.
Secondo quanto previsto dalla legge, i lavoratori hanno diritto al mantenimento del posto di lavoro durante il periodo di malattia, fino a un massimo stabilito dai contratti collettivi o dalla legislazione settoriale.
E’ importante sottolineare che l’assenza per malattia deve essere giustificata attraverso opportune certificazioni mediche.
Questo non solo tutela il lavoratore, ma fornisce all’azienda la documentazione necessaria per giustificare l’assenza.
Inoltre, durante questo periodo, il lavoratore è protetto da eventuali abusi, come pressioni per ritornare al lavoro prima di essere effettivamente guarito.
La legge sul lavoro prevede anche il divieto di licenziamento durante il periodo in cui il lavoratore è legittimamente assente per motivi di salute, a meno che non si superi la durata massima determinata dalla normativa applicabile, nota come “periodo di comporto”.
Questo aspetto garantisce una maggiore sicurezza e stabilità al lavoratore, avendo la consapevolezza che la sua posizione professionale è al sicuro durante la convalescenza.

Indennità e retribuzione durante la malattia
Durante la malattia, i lavoratori hanno diritto a un trattamento economico che varia a seconda della durata dell’assenza e del tipo di contratto.
In linea generale, la normativa italiana prevede che i primi tre giorni di malattia, noti come ‘periodo di carenza’, siano coperti dall’azienda per quanto riguarda l’indennità di malattia.
Successivamente, a partire dal quarto giorno, l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) interviene con un’indennità che copre una parte della retribuzione, generalmente tra il 50% e il 75% del salario giornaliero medio, in base al contratto collettivo applicato e alla durata della malattia.
I contratti collettivi possono prevedere condizioni più vantaggiose, garantendo ai lavoratori una copertura economica più completa durante le assenze per malattia.
È fondamentale per i dipendenti comunicare tempestivamente l’assenza e presentare la certificazione medica necessaria per l’attivazione di questi diritti.
Alcuni settori, particolarmente regolamentati, offrono ulteriori benefici come l’integrazione delle somme erogate dall’INPS sino al raggiungimento della piena retribuzione per un determinato periodo.
Questa tutela economica non solo aiuta ad affrontare le spese mediche, ma permette al lavoratore di concentrarsi sulla guarigione senza preoccupazioni di natura finanziaria.
È essenziale però, che il lavoratore adempia ai doveri di comunicazione e certificazione indicati per non perdere il diritto all’indennità.
Come contestare licenziamenti abusivi
La contestazione di licenziamenti abusivi rappresenta un tema delicato e importante nel panorama lavorativo.
Un licenziamento è considerato abusivo se avviene durante un periodo di malattia in cui il lavoratore si trova legittimamente assente.
Per difendersi da tali situazioni, è cruciale per il lavoratore conoscere i propri diritti e i passi da intraprendere in caso di violazione.
Inizialmente, il dipendente può presentare un ricorso presso l’ufficio legale del proprio sindacato o affidarsi a un avvocato specializzato in diritto del lavoro.
Tale ricorso deve essere supportato da una documentazione completa che includa certificati medici e dettagli sull’assunzione.
È importante avviare questa procedura entro i termini previsti dalla legge, di solito entro 60 giorni dal ricevimento della notifica di licenziamento.
In molti casi, le vertenze lavorative vengono risolte in sede stragiudiziale attraverso il coinvolgimento di mediatori professionali.
Tuttavia, se l’accordo extragiudiziale non viene raggiunto, il lavoratore può procedere in tribunale, dove un giudice valuterà la legittimità del licenziamento e, se riconosciuto abusivo, potrà ordinare il reintegro del dipendente o un risarcimento economico.
L’importanza della consulenza legale non può essere sottovalutata, poiché i dettagli tecnici del diritto del lavoro sono complessi e richiedono una competenza specifica per essere affrontati con successo.
Ruolo dei sindacati nella tutela dei diritti
I sindacati svolgono un ruolo cruciale nella tutela dei diritti dei lavoratori, specialmente durante i periodi di malattia.
Essi forniscono supporto e consulenza ai lavoratori, offrendo assistenza legale e rappresentando i dipendenti nelle trattative con il datore di lavoro e nelle vertenze legali.
La loro esperienza si rivela fondamentale quando si tratta di interpretare e applicare le norme contrattuali e legislative relative alla malattia.
I sindacati promuovono anche campagne di sensibilizzazione per educare i lavoratori sui loro diritti e doveri, facilitando una maggiore consapevolezza all’interno del mondo del lavoro.
Creano una rete di protezione per i lavoratori, abbattendo le barriere di comunicazione tra il singolo e le grandi istituzioni.
Durante le negoziazioni dei contratti collettivi, i sindacati possono ottenere condizioni più favorevoli per i lavoratori, come periodi di comporto prolungati o indennità di malattia migliorate.
Inoltre, svolgono un ruolo di raccordo tra lavoratori e istituzioni statali, assicurandosi che le tutele legislative siano applicate correttamente e che qualsiasi nuova regolamentazione favorevole sia integrata e rispettata.
In definitiva, il sindacato rappresenta un’importante risorsa per i lavoratori, offrendo sostegno non solo nella gestione individuale delle problematiche legate alla malattia, ma anche nell’ambito più ampio delle politiche sociali e del lavoro.





