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Il portoghese Carlos Tavares non fa eccezione. Anzi è diventato l’emblema, proprio in questi giorni, di un fenomeno eticamente molto discutibile, per quanto legalmente lecito ed economicamente legittimo. In Italia, da mezzo secolo almeno, gli stipendi dei manager d’azienda crescono a dismisura se paragonati a quelli di operai e dipendenti delle fabbriche, e così è per l’amministratore delegato di Stellantis (ex Fiat).

Lo scorso 16 aprile gli azionisti del gruppo automobilistico che fa capo alla famiglia Agnelli hanno approvato il nuovo maxi stipendio dei manager bonus inclusi. Quello di Tavares è balzato a 36 milioni all’anno, 3 milioni di euro al mese, oltre mille volte più dello stipendio di uno dei suoi operai. Nello stesso giorno Stellantis ha comunicato lo stop completo per 2 settimane della produzione a Mirafiori per oltre 2.000 lavoratori delle linee della Fiat 500 elettrica e delle Maserati.

Tavares, milionario sempre più ricco

Dagli azionisti è arrivato il via libera alla distribuzione di un dividendo di 4,7 miliardi di euro sulle azioni ordinarie, ma anche, appunto, al compenso di Tavares. Il quale nel 2023 ha guadagnato 13,5 milioni di euro, oltre a un bonus di 10 milioni legato agli obiettivi del gruppo. Complessivamente, quindi, la remunerazione del manager è stata di 23,5 milioni di euro a fronte dei 14,9 milioni del 2022, con un incremento che supera il 55%. Nel 2022 il compenso di Tavares suscitò le ire del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron che bollò come “scioccante ed eccessivo” l’ammontare “astronomico” della sua retribuzione. Bisogna tenere presente che Stellantis è un gruppo italo-francese, i cui principali azionisti sono: Exor, la holding della famiglia Agnelli, con il 14,2% delle quote azionarie; Peugeot con il 7,1%; il Governo francese, tramite Bpi, con il 6,1%.

La rabbia dei sindacati

Inutile dire i sindacati italiani sono sul piede di guerra per la concomitanza con la nuova cassa integrazione a Mirafiori. “Lo stipendio annuale di Carlos Tavares vale il salario di mille lavoratori di Mirafiori” ha dichiarato Samuele Lodi, segretario nazionale della Fiom-Cgil e responsabile del settore mobilità. “Si usino profitti e stipendi per produrre più auto in Italia” ha osservato Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte. “Siamo in un’economia di mercato e gli azionisti possono decidere di aumentare i lauti compensi dell’ad di Stellantis, ma come sindacato ribadiamo che la priorità oggi sono gli investimenti negli stabilimenti non i compensi. Anche così si pratica la responsabilità sociale verso i lavoratori e il Paese” ha detto il segretario generale della Fim, Ferdinando Uliano.

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Le ragioni di Tavares

Dal canto suo Tavares si difende. Durante una tavola rotonda il 19 aprile, sottolinea Quattroruote, ha dichiarato di essersi opposto alle numerose richieste di vendere Alfa Romeo e chiudere Lancia. “Quello che abbiamo fatto è stato riconvertire il business di Alfa Romeo. Il marchio è redditizio, è posizionato nel segmento premium. L’attività è in crescita” ha detto l’ad di Stellantis.

C’è un problema di etica pubblica

Basta per farsi aumentare lo stipendio a 3 milioni di euro al mese? Sono scelte libere degli azionisti, senza dubbio. Tuttavia c’è una questione di etica pubblica molto seria che a Stellantis non sembrano neppure voler comprendere. Ben esemplificata, nel settembre 2022, dalle dichiarazioni di papa Francesco ai rappresentanti di Confindustria giunti in Vaticano. “Se la forbice tra gli stipendi più alti e quelli più bassi diventa troppo larga, si ammala la comunità aziendale, e presto si ammala la società” disse Francesco.

Adriano Olivetti citato dal Papa

Nel richiamare il principio di equità il Pontefice citò l’esempio di Adriano Olivetti, che “aveva stabilito un limite alla distanza tra gli stipendi più alti e quelli più bassi, perché sapeva che quando i salari e gli stipendi sono troppo diversi si perde nella comunità aziendale il senso di appartenenza a un destino comune, non si crea empatia e solidarietà tra tutti. E così, di fronte a una crisi, la comunità di lavoro non risponde come potrebbe rispondere, con gravi conseguenze per tutti“. Per Adriano Olivettinessun dirigente, neanche il più alto in grado, deve guadagnare più di 10 volte l’ammontare del salario più basso“. Tavares guadagna 1000 volte il salario più basso ma di lui nessuno si ricorderà nel futuro, all’infuori della famiglia Agnelli per ragioni aziendali. Adriano Olivetti è nella storia come uno dei più geniali imprenditori italiani di sempre, ancora oggi di esempio.

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