La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un sussidio erogato dall’INPS ai lavoratori che hanno perso il lavoro involontariamente. Si tratta di un sostegno provvisorio, pensato per accompagnare il lavoratore verso una nuova occupazione. Ma cosa succede se, durante la percezione della NASPI, si trova un nuovo impiego? È possibile lavorare e continuare a ricevere la disoccupazione? La risposta non è univoca: dipende dalla tipologia contrattuale, dal reddito percepito e dagli obblighi di comunicazione verso l’INPS. Di seguito, una guida completa e aggiornata per orientarsi senza incorrere in sanzioni.
NASPI e lavoro: il principio generale
La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un sussidio di disoccupazione erogato dall’INPS ai lavoratori che hanno perso il lavoro involontariamente. Il sostegno economico è provvisorio e mira a fornire un aiuto fino alla nuova reintroduzione nel mondo del lavoro. In linea di principio, pertanto, la NASPI e il lavoro non sono compatibili: svolgere un’attività lavorativa — in nero o con contratto regolare — senza comunicarlo all’INPS costituisce un illecito che espone a sanzioni e alla restituzione delle somme indebitamente percepite.
Tuttavia, il legislatore ha previsto alcune eccezioni specifiche in cui l’indennità può essere mantenuta, in tutto o in parte, anche in presenza di una nuova occupazione. Capire quali siano questi casi permette al lavoratore di tutelarsi e di sfruttare al meglio gli strumenti di sostegno al reddito previsti dalla normativa vigente.
Vale ricordare che, al momento della domanda di NASPI, il lavoratore dichiara all’INPS la propria disponibilità a un nuovo impiego e si impegna a partecipare ad attività e progetti mirati al reinserimento lavorativo. Se tra la presentazione della domanda e la ricezione effettiva dell’indennità viene trovato un nuovo lavoro, la NASPI sarà sospesa.
NASPI e contratto a tempo determinato: quando è compatibile
La prima ipotesi di compatibilità riguarda i contratti di lavoro dipendente a tempo determinato. In questo caso, la NASPI non decade automaticamente, ma occorre valutare attentamente due parametri: la durata del contratto e il reddito annuo derivante dalla nuova attività.
Secondo la normativa di riferimento (Circolare INPS n. 94 del 12/05/2015), la NASPI può essere compatibile con un contratto dipendente a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, a condizione che il reddito annuo previsto sia inferiore a 8.174,00 euro. In questo scenario, il lavoratore ha diritto a percepire un’indennità parziale, ridotta in proporzione al reddito conseguito.
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È fondamentale comunicare tempestivamente all’INPS l’inizio della nuova attività e il reddito previsto: l’omessa comunicazione espone al rischio di dover restituire le somme percepite e a ulteriori sanzioni amministrative.
Cosa succede con un contratto a tempo indeterminato?
Nel caso di contratto a tempo indeterminato, la situazione è netta: la NASPI viene sospesa a prescindere dal reddito percepito. Non esistono soglie o eccezioni: l’assunzione a tempo indeterminato determina la cessazione del diritto all’indennità di disoccupazione. Il lavoratore è tenuto a comunicare immediatamente all’INPS l’inizio del nuovo rapporto di lavoro.
NASPI e lavoro autonomo: le regole da conoscere
Un’altra ipotesi di compatibilità riguarda il lavoro autonomo. La NASPI è compatibile con lo svolgimento di un’attività professionale o imprenditoriale — anche di natura occasionale — a condizione che il reddito annuo derivante da tale attività sia inferiore a 4.800 euro (elevato a 5.000 euro per il lavoro occasionale accessorio).
In questo caso, il lavoratore è obbligato a comunicare all’INPS, entro un mese dall’inizio dell’attività (o entro un mese dalla presentazione della domanda di NASPI, se l’attività era già in corso), il reddito annuo previsto. L’indennità viene quindi ridotta di una quota pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo che intercorre tra l’inizio dell’attività e la scadenza dell’indennità stessa.
Questa previsione tutela il lavoratore che avvia un’attività autonoma in modo graduale, senza perdere immediatamente il sostegno al reddito, incentivando al contempo la trasparenza nei confronti dell’ente previdenziale.
NASPI e lavoro part-time: il caso della perdita di uno dei due impieghi
Esiste infine la possibilità di ricevere la NASPI in caso di lavoro part-time. Qualora un lavoratore che svolge contemporaneamente due attività part-time perda uno dei due impieghi, ha diritto a beneficiare dell’indennità di disoccupazione per il rapporto di lavoro cessato, continuando nel frattempo a svolgere l’altra attività.
Anche in questo caso, tuttavia, è prevista una soglia reddituale: il reddito derivante dall’attività part-time mantenuta non deve superare 8.145 euro annui. Superata tale soglia, il diritto alla NASPI viene meno.
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Obblighi di comunicazione e rischi in caso di dichiarazioni false
In tutti i casi sopra descritti, il rispetto degli obblighi di comunicazione verso l’INPS è condizione imprescindibile per la legittimità della percezione dell’indennità. Il lavoratore che omette di dichiarare l’inizio di una nuova attività lavorativa, o che fornisce informazioni false sul reddito previsto, rischia:
- la decadenza immediata dalla NASPI;
- l’obbligo di restituzione delle somme indebitamente percepite;
- l’applicazione di sanzioni amministrative da parte dell’INPS.
In definitiva, la regola d’oro è la trasparenza: comunicare tempestivamente ogni variazione della propria situazione lavorativa e reddituale è il modo più sicuro per continuare a beneficiare legittimamente del sostegno previsto dalla normativa.
Riepilogo: NASPI e lavoro, quando è possibile cumulare
| Tipologia di lavoro | Compatibilità con NASPI | Condizioni |
|---|---|---|
| Contratto dipendente a tempo determinato (< 6 mesi) | Sì, parziale | Reddito annuo < 8.174 euro; comunicazione all’INPS obbligatoria |
| Contratto dipendente a tempo indeterminato | No | NASPI sospesa a prescindere dal reddito |
| Lavoro autonomo / professionale | Sì, parziale | Reddito annuo < 4.800 euro (5.000 per occasionale); comunicazione entro 1 mese |
| Lavoro part-time (perdita di uno dei due impieghi) | Sì, parziale | Reddito dall’attività mantenuta < 8.145 euro annui |
FAQ: NASPI e lavoro, le domande più frequenti
Si può lavorare percependo la NASPI?
Sì, ma solo in determinati casi e nel rispetto di precise soglie reddituali e obblighi di comunicazione. Lavorare senza comunicarlo all’INPS mentre si percepisce la NASPI è un illecito che comporta sanzioni e la restituzione delle somme ricevute.
Cosa succede se trovo lavoro mentre percepisco la NASPI?
Dipende dalla tipologia contrattuale. Con un contratto a tempo indeterminato la NASPI viene sospesa. Con un contratto a tempo determinato inferiore a 6 mesi e reddito sotto gli 8.174 euro annui, è possibile continuare a percepire un’indennità ridotta, previa comunicazione all’INPS.
Devo comunicare all’INPS se inizio a lavorare durante la NASPI?
Assolutamente sì. La comunicazione all’INPS è obbligatoria in tutti i casi in cui si inizi una nuova attività lavorativa durante la percezione della NASPI. Il termine è generalmente di un mese dall’inizio dell’attività.
La NASPI è compatibile con il lavoro autonomo?
Sì, a condizione che il reddito annuo derivante dall’attività autonoma non superi i 4.800 euro (5.000 euro per il lavoro occasionale accessorio). In tal caso l’indennità viene ridotta dell’80% del reddito previsto e il lavoratore deve comunicare la situazione all’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività.
Posso percepire la NASPI se perdo uno dei due lavori part-time?
Sì. Chi perde uno dei due rapporti di lavoro part-time ha diritto alla NASPI per il lavoro cessato, purché il reddito derivante dall’attività part-time mantenuta non superi gli 8.145 euro annui.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.


