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Retribuzione alternativa voucher per asili e badanti:

La legge di Stabilità 2016, come abbiamo già riferito, introduce come retribuzione alternativa la conversione dei premi di produzione con voucher per asili e badanti sempre restando in argomento di welfare aziendale. 

A parlarcene è l’articolo pubblicato oggi (20.1.2016) dal Sole 24 Ore (Pagina a cura di Marco Strafile; Titolo: “Asili e badanti entrano nel paniere”) che vi proponiamo.

Ecco l’articolo.

Di welfare aziendale si discute ormai da diversi anni, da quando, in particolare, le difficoltà finanziarie contingenti hanno spinto le imprese a ricercare strutture retributive in grado di ottimizzare i costi e di incontrare il favore dei dipendenti, interessati anche alla possibilità di integrare e sostenere – attraverso i benefit offerti dal datore di lavoro – il proprio fabbisogno di beni e servizi.

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Va quindi guardato con favore il sistema di interventi introdotto dalla legge di Stabilità 2016, volto a facilitare la diffusione dei piani di welfare, ma anche di adeguare la normativa di riferimento al mutato contesto economico-sociale, attraverso disposizioni che agevolano ulteriori benefit.

In tale ambito è importante la nuova formulazione della lettera f-bis dell’articolo 51, comma 2, del Tuir, in cui si prevede che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente «le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell’articolo 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari».

Sono quindi sgombrati i dubbi che erano emersi in passato, prevedendo espressamente che rientrano nel regime di favore i servizi di educazione e istruzione, anche in età prescolare (come le scuole d’infanzia), nonché i servizi integrativi e di mensa ad essi correlati, così come la frequenza di ludoteche, di centri estivi e invernali (così la lettera della nuova norma che, certamente, meglio rappresenta la tipologia di servizi attualmente fruiti dai genitori per i propri figli, rispetto alla precedente e ormai obsoleta locuzione che faceva riferimento alle colonie climatiche).

Ulteriore disposizione interessante (nuova lettera f-ter), è quella che agevola le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti. Pure in questo caso la norma appare cogliere la crescente domanda di servizi che emerge in tale settore, anche a causa di uno scenario demografico caratterizzato da una popolazione maggiormente invecchiata rispetto al passato.

Da ultimo, la possibilità di erogare i benefit ai dipendenti attraverso i voucher (documenti di legittimazione in formato cartaceo o elettronico riportanti un valore nominale) si pone come disposizione che consentirà di ampliare le possibilità e le modalità con cui le aziende potranno implementare i piani di welfare, che in alcune circostanze potranno anche essere personalizzati in funzione delle esigenze espresse dai singoli dipendenti.

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