Il romanzo italiano del Novecento ha trasformato braccianti e contadini poveri in protagonisti di un vasto affresco sociale, mettendo al centro la questione agraria, la fatica quotidiana e i rapporti di potere nelle campagne. Tra neorealismo, sperimentazioni linguistiche e narrazioni della scomparsa del mondo rurale, questi testi restituiscono la durezza del lavoro nei campi e la fragilità di chi vive ai margini.