Nel 2026 l’INPS rafforza i controlli sulle prestazioni legate alla Legge 104 e all’invalidità civile, introducendo verifiche più frequenti e procedure di revisione semplificate. Le agevolazioni riconosciute ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104 non sono sempre definitive, perché molte condizioni richiedono una valutazione periodica della loro effettiva permanenza.

La pensione di invalidità, destinata a chi presenta incapacità lavorativa totale e permanente, è concessa solo in presenza di limiti reddituali specifici e documentati. La normativa stabilisce che l’invalidità civile venga riconosciuta a chi presenta una menomazione fisica, psichica o intellettiva che riduce la capacità lavorativa di almeno un terzo.

Legge 104, nuovi controlli e rischi per i contribuenti

La Commissione medica dell’ASL valuta la situazione attraverso accertamenti clinici, determinando la percentuale di invalidità e i benefici spettanti al richiedente. Le fasce previste vanno dal 33% al 66% per invalidità lieve, dal 67% al 99% per invalidità medio‑grave e al 100% per non autosufficienza.

Ti possono togliere Legge 104 e invalidità
L’INPS stringe sui controlli per la Legge 104 – diritto-lavoro.com

Con invalidità totale si può ottenere la pensione di inabilità, sempre nel rispetto dei requisiti reddituali e sanitari previsti dalla legge vigente. L’invalidità è considerata definitiva solo quando la Commissione accerta una riduzione permanente della capacità lavorativa, come nel caso della perdita di un arto o di un senso.

Anche in queste situazioni, tuttavia, l’INPS può disporre controlli straordinari se emergono cure innovative o tecnologie che potrebbero migliorare la condizione del soggetto. L’obbligo di verifica periodica deriva dall’articolo 25, comma 6‑bis, del decreto‑legge 90/2014, che impone il monitoraggio costante delle condizioni sanitarie.

Se la visita straordinaria rileva un miglioramento significativo, l’INPS può ridurre o revocare l’invalidità, aggiornando il verbale sanitario in base alle nuove evidenze. La mancata presentazione alla visita comporta la sospensione immediata della prestazione e successivamente, la revoca definitiva dei benefici riconosciuti.

Quando l’INPS convoca per la revisione, la Commissione valuta nuovamente la situazione e conferma o revoca lo stato di disabilità previsto dalla Legge 104. Se la visita ha esito negativo, i benefici cessano dal giorno successivo all’emissione del verbale, senza ulteriori proroghe o deroghe.

Se invece l’INPS ritarda la convocazione, il cittadino mantiene tutti i diritti fino alla comunicazione ufficiale dell’Istituto. Dal 1° gennaio 2025 sono operative nuove regole che semplificano le revisioni, soprattutto per i soggetti con patologie oncologiche.

In questi casi la valutazione può avvenire sugli atti, purché la documentazione sanitaria sia completa e inviata entro 40 giorni dalla richiesta. Resta comunque possibile richiedere una visita diretta, presentando domanda al Centro Medico Legale tramite PEC o e‑mail entro lo stesso termine.

Attenzione anche ai limiti di reddito aggiornati dall’INPS con la circolare 153/2025, validi per le prestazioni erogate dal 2026. La pensione base sale a 340,71 euro mensili, mentre il limite reddituale per invalidi totali raggiunge 20.029,55 euro, con soglie inferiori per invalidi parziali e minori con indennità di frequenza.