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Informativa ex lege n. 28/2010 sulla mediazione

 

Il D.Lgs. n. 28/2010 ha introdotto l’obbligo di informativa al cliente in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili.

In particolare l’art. 4, comma 3 del D.Lgs. n. 28/2010 cit., stabilisce testualmente quanto segue: “all’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto a informare l’assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimentodel procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’informazione deve essere fornita chiaramente per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l’avvocato e l’assistito è annullabile. Il documento che contiene l’informazione è sottoscritto dall’assistito e deve essere allegato all’atto introduttivo dell’eventuale giudizio.

Istanza mediazione

 

La mediazione civile è stata introdotta e regolamentata nel nostro ordinamento dal D.L.vo n. 28/2010, dal D.M. n. 180/2010 e succ.mod. con la finalità di comporre gli eventuali conflitti tra soggetti privati. La mediazione quindi si può definire come quell’attività finalizzata alla ricerca di un accordo bonario o per la composizione di una controversia tra due o più soggetti svolta da un terzo imparziale detto mediatore. Il fine ultimo di tale istituto è quello di deflazionare il sistema giudiziario italiano. L’attività del mediatore (individuo o collegio) viene sottoposta alla vigilanza del Ministero della Giustizia.

Istanza estinzione procedura esecutiva

 

L’estinzione della procedura esecutiva è prevista dall’art. 629 c.p.c. il quale prevede che “Il processo si estingue se, prima dell’aggiudicazione o dell’assegnazione, il creditore pignorante e quelli intervenuti muniti di titolo esecutivo rinunciano agli atti. Dopo la vendita il processo si estingue se rinunciano agli atti tutti i creditori concorrenti.
In quanto possibile, si applicano le disposizioni dell’articolo 306
“. Inoltre, a norma dell’art. 172 delle Disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, che disciplina la Cancellazione della trascrizione del pignoramento, è previsto che: “Il giudice dell’esecuzione deve sentire le parti prima di disporre la cancellazione della trascrizione del pignoramento a norma dell’articolo 562 del Codice e in ogni altro caso in cui deve dichiarare l’inefficacia del pignoramento per estinzione del processo“.

Modello Procura alle liti

 

Gli avvocati, come è noto, all’atto del conferimento dell’incarico, sono tenuti ad informare il cliente della possibilità di ricorrere alla mediazione civile per la composizione della controversia. Si rammenta al riguardo che con il D.L.vo n. 28/2012 è stato introdotto nel nostro ordinamento l’istituto della mediazione. Anche il Consiglio Nazionale Forense è intervenuto predisponendo un modello di informativa che l’assistitito dovrà sottoscrivere sia nel caso in cui il procedimento di mediazione è liberamente scelto dalle parti, sia nel caso in cui la mediazione è prevista dalla legge come condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Il documento sottoscritto dall’assistito diventerà parte integrante dell’atto introduttivo del giudizio che sarà instaurato; esso deve inoltre contenere l’indicazione delle agevolazioni fiscali di cui l’assistito potrà beneficiare avvalendosi della procedura conciliativa.

Modello Istanza riduzione pignoramento

 

La riduzione del pignoramento è disciplinata dall’art. 496 c.p.c. il quale testualmente stabilisce al riguardo quanto segue: “Su istanza del debitore o anche d’ufficio, quando il valore dei beni pignorati è superiore all’importo delle spese e dei crediti di cui all’articolo precedente, il giudice, sentiti il creditore pignorante e i creditori intervenuti, puo’ disporre la riduzione del pignoramento“. La riduzione del pignoramento può essere domandata e disposta d’ufficio anche prima dell’udienza di autorizzazione alla vendita. Il provvedimento che accoglie o rigetta l’istanza di riduzione del pignoramento è impugnabile con l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cpc. Presupposto necessario all’accoglimento dell’istanza di riduzione del pignoramento è che i beni pignorati siano almeno due o che si tratti di un bene divisibile in più parti.

Testimonianza scritta

 

Le recenti riforme al codice di procedura civile, riguardo alla prova per testi, è stata introdotta anche la testimonianza scritta (v. Articolo specifico nella Sezione Formulari).

Alla stregua dell’art. 257-bis c.p.c.Il giudice, su accordo delle parti, tenuto conto della natura della causa e di ogni altra circostanza, può disporre di assumere la deposizione chiedendo al testimone, anche nelle ipotesi di cui all’articolo 203, di fornire, per iscritto e nel termine fissato, le risposte ai quesiti sui quali deve essere interrogato.

Citazione testimoniale a mezzo di raccomandata

 

La testimonianza costituisce, come è noto, una fonte di prova nel processo ove un terzo (il testimone), per definizione estraneo al processo, si inserisce in questo con la sua dichiarazione di scienza in merito ad un determinato fatto.

La parte, nell’atto introduttivo del giudizio, deve formulare i c.d. Capitoli di prova per articoli separati, sui quali il testimone sarà chiamato a rispondere dal giudice, unico soggetto autorizzato a rivolgersi direttamente al testimone stesso e formulargli le domande che ritiene utili a chiarire i fatti oggetto della testimonianza. In particolare, a norma dell’art. 244 c.p.c., “la prova per testimoni deve essere dedotta mediante indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti, formulati in articoli separati, sui quali ciascuna di essere deve essere interrogata“. Il Giudice ha la facoltà di ridurre, se ritenute sovrabbondandi, le liste testimoniali indicati dalle parti (art. 245 c.p.c.). Inoltre, il Giudice come si è detto, “interroga il testimone sui fatti intorno ai quali è chiamato a deporre. Può altresì rivolgergli, d’ufficio o su istanza di parte, tutte le domande che ritiene utili a chiarire i fatti medesimi. È vietato alle parti e al pubblico ministero di interrogare direttamente i testimoni” (art. 253 c.p.c.).